8 Dicembre 2005

Vendola blocca i termovalorizzatori

Il commissario straordinario sostiene che i due impianti sono inutili. Si teme la reazione delle aziende che avevano vinto le gare
Vendola blocca i termovalorizzatori

Cambia il piano dei rifiuti: revocati gli appalti a Bari e Brindisi domani oggi

Il termovalorizzatore di Bari non si farà. Stessa sorte per l`impianto che a Brindisi avrebbe dovuto bruciare “cdr“, il combustibile derivato da rifiuti. La rimodulazione del piano rifiuti fatta dal commissario per l`emergenza, il governatore pugliese, Nichi Vendola, sul punto non transige: le aggiudicazioni delle gare vanno revocate. Una doccia fredda per la Termomeccanica che aveva di fatto superato tutti gli ostacoli frapposti dalle aziende escluse, dall`autorità di bacino e persino dal Codacons e si accingeva a realizzare l`impianto nell`area Amiu della zona industriale di Bari. A Brindisi la situazione è diversa: il corso della giustizia amministrativa, avviato dalle aziende escluse, non si è ancora concluso davanti al Consiglio di Stato ma anche per il gruppo Falck, la svolta di Vendola rispetto alle scelte del suo predecessore, Raffaele Fitto, affossa l`investimento previsto. Negli uffici del commissario per l`emergenza rifiuti, si aspettano le contromosse delle due aziende. E del rischio che si inneschi un nuovo contenzioso, il governatore-commissario ha informato la giunta regionale, martedì sera. Tutti gli assessori, a quanto pare, hanno dato il loro assenso alle scelte di Vendola. Quei due termovalizzatori, insomma, non servono. Il nuovo piano, infatti, non si mette di traverso sulle altre gare, sia quelle aggiudicate come quella di Spinazzola, sia quelle in corso come quelle di Foggia, Trani, Conversano e delle tre in provincia di Lecce. Questi impianti che si aggiungeranno a quelli esistenti, soddisfano la produzione di “cdr“, secondo la nuova impostazione del piano rifiuti che punta dritto sulla raccolta differenziata. Secondo le previsioni del commissario, entro il 2010, il 55% dei rifiuti solidi urbani deve essere differenziato. Più facile a dirsi che a farsi, visti i deludenti risultati degli ultimi anni: la raccolta differenziata è sotto il 10% nonostante le previsioni fossero del 35%. Gli argomenti per puntare alla “differenziata“, tuttavia, non mancano. E primi segnali, a suon di milioni di euro, si vedranno da subito, già con il prossimo bilancio di previsione per il 2006 che la giunta esaminerà venerdì prossimo. Si punterà sulla raccolta “porta a porta“ e per convincere Comuni e Province, con la prossima manovra finanziaria sarà staccato un primo assegno di 6 milioni di euro. Sulla raccolta differenziata si punta anche per un altro obiettivo: con il nuovo ciclo bisognerà prestare attenzione particolare alla frazione umida dei rifiuti, dalla quale si vuole produrre compost di qualità da inserire nel ciclo produttivo del sistema agricolo pugliese, attraverso accordi di settore dal quale nascerà un marchio di fabbrica pugliese.

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