2 Gennaio 2012

Vendite in calo ma le famiglie spenderanno di più 

Vendite in calo ma le famiglie spenderanno di più 

 
I saldi? Saranno un flop. E i consumi nel 2012 potrebbero diminuire in misura compresa tra lo 0,5 e l’ 1 per cento. Sono queste le stime degli analisti per i mesi a venire, alla luce dei fattori già emersi a fine 2011. A pesare sulle abitudini di spesa degli italiani è la crisi in tutte le sue declinazioni: dalla ridotta occupazione alla crescita dell’ inflazione, passando per l’ aumento dell’ Iva e del carico fiscale sulle famiglie. Le previsioni al ribasso non sorprendono, se si considera che tutte le stime principali parlano di una fase recessiva o di ristagno dell’ economia nell’ arco del 2012. E a una contrazione del Pil fa sempre da contraltare, per definizione, una riduzione in pari misura dei consumi delle famiglie e delle imprese. Più in particolare, però, è possibile individuare dei trend specifici sui singoli settori che saranno maggiormente interessati dal calo delle vendite nei prossimi mesi. Nicola De Carne, client business partner della direzione retailer Nielsen, commenta: «Nei primi 6 mesi del 2012 prevediamo una crescita del livello generale dei prezzi per i beni di largo consumo che potrebbe attestarsi intorno agli stessi livelli della fine del 2011, tra il 2,5 e il 3 per cento. Nel secondo semestre l’ inflazione potrebbe scendere intorno all’ 1,5-2 per cento. Questo si rifletterà in un calo dei consumi generali che potrebbe essere stimato allo 0,5% circa se calcolato a prezzi costanti. Mettendo in conto l’ aumento dei prezzi, la spesa per le famiglie potrebbe aumentare dell’ 1%-1,5% nel 2012». Le famiglie, insomma, consumeranno di meno, ma spenderanno di più a causa dell’ inflazione, soprattutto per quanto riguarda i beni di largo consumo acquistati nei tradizionali supermercati e ipermercati. «La crescente attenzione al risparmio determinerà invece un aumento del fatturato dei discount del 5-6% circa. Sempre più consumatori andranno a caccia di sconti e promozioni, ma anche le aziende potrebbero cercare di razionalizzare questi strumenti di promozione che in fondo pesano molto sui bilanci», aggiunge De Carne. D’ altro canto, secondo la Codacons persino i saldi di gennaio non saranno in grado di restituire ottimismo e voglia di spendere ai consumatori italiani, e si tradurranno in un sostanziale flop. Per quanto riguarda i singoli settori, l’ esperto Nielsen rileva come negli ultimi mesi i consumatori italiani abbiano già provveduto a ridurre del 5-10% circa la spesa in abbigliamento, arredamento e consumi fuori casa. Sono queste le prime voci di spesa su cui le famiglie cercano di risparmiare; difficile, però, che i consumi si contraggano ulteriormente rispetto a quanto già avvenuto. Anche secondo Stefano Martini, responsabile dell’ Osservatorio Findomestic, «gli italiani hanno già da tempo comprato le lampade a basso consumo, hanno imparato a tenere spenti televisori e altri impianti elettronici normalmente lasciati in standby, hanno adottato comportamenti virtuosi per tagliare gli sprechi. Difficile oggi trovare ulteriori margini d i risparmio sulle bollette o sulle uscite fondamentali per la salute e l’ istruzione». E allora si va a tagliare sugli acquisti, soprattutto quelli che comportano spese più consistenti: beni per la casa, beni durevoli di consumo, auto, moto, elettrodomestici. «Nei mesi passati l’ arrivo del digitale terrestre aveva sostenuto la vendita di tv; questo fattore verrà a a mancare e l’ innovazione delle tv in 3D difficilmente sarà in grado di sostenere la domanda. Molto colpiti anche i motori: da un nostro sondaggio emerge che l’ intenzione dei consumatori di comprare una moto nei prossimi tre mesi ha raggiunto per la prima volta un tasso zero», conclude Martini. © RIPRODUZIONE RISERVATA 
 

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