20 Agosto 2005

Vendite estive a picco, ora tutti preferiscono i mercatini

Anche i saldi hanno fatto flop

Vendite estive a picco, ora tutti preferiscono i mercatini

Una Caporetto delle vendite anche con gli sconti. Almeno secondo i diretti interessati. E` più che fallimentare il consuntivo dei saldi estivi nelle principali città italiane. I dati delle associazioni dei commercianti parlano di un crollo tra il 10 e 15%, rispetto allo stesso periodo 2004, mentre omai i saldi sono agli sgoccioli. Una caduta verticale ancora più accentuata, secondo le associazioni dei consumatori, e che arriva fino a meno 20-25%. A fronte della fuga dai saldi, va registrata invece un`attrazione trasversale tra le fasce dei consumatori per altri tipi di offerte, che si basano su prezzi concorrenziali tutto l`anno. Vale a dire outlet, grandi superfici ma soprattutto i mercatini. A differenze dei negozi, le bancarelle dei mercati fanno ormai il pienone, sia nella grande città che nei piccoli centri, e a frequentarle non sono solo le massaie ma anche consumatrici più giovani ed esigenti. “E` la vera novità delle ultime stagioni, la gente si affolla lì“, conferma il presidente della Fismo (Confesercenti), Alfredo Ricci. “Nonostante i prezzi buoni complessivamente, con sconti anche del 50-60% il bilancio dei saldi è negativo, la macchina non riparte, si è registrata una contrazione dell`8-10%“, dice Roberto Polidori, vicepresidente Federmoda Italia, (Confcommercio). Al punto che le associazioni dei commercianti stanno pensando ad una modifica della legge Bersani. “O una data fissa per tutta Italia, o una diversa modulazione – spiega Polidori – Le città che possono contare sull`apporto turistico come Roma, Venezia, Firenze Milano, sono andate un po` meglio, con cali tra il 6 e l`8%. Ma la crisi è generalizzata, si salvano le griffe, i prodotti di qualità anche perchè quella fascia di consumatori risente meno della crisi economica. Per le famiglie di fascia media invece, la quota di spesa dedicata all`abbigliamento pari al 12-15% del bilancio casalingo, si va sempre più erodendo“. Il crollo dell`estate 2005 è ancora più accentuato se si confronta alla diminuzione già registrata con gli scorsi saldi invernali, secondo Confesercenti e considerando oltretutto che l`estate 2004 era già stata una stagione negativa per i saldi. Di contro, il boom di outlet e mercatini è registrato dalla stessa associazione del tessile della Confcommercio: “Dieci anni fa le vendite si aree pubbliche coprivano il 6-8% del totale del dettaglio, oggi questa quota è salita fino al 12% e oltre“. Il presidente della Fismo (175.000 associati tra micro e piccole imprese) snocciola i dati della Caporetto estiva: Bari -18-20%; Roma -10-15%; Napoli – 10%; Bologna -5% mentre le vicine Parma, Ferrara e Cesena hanno messo a segno +4-5%; Palermo – 5%; in Trentino -15%; -15% nel Veneto, segno positivo per Genova mentre Perugia è stazionaria, ma “complessivamente i saldi sono andati malissimo“ osserva Ricci attribuendo anche all`erosione dei bilanci familiari per le vacanze, le ragioni del flop. “Saldi tutto l`anno. Chi ha più filo tessa“ è lo slogan dell`Intesa consumatori “I saldi non pagano più. Abbattete i prezzi e via alla competizione tutto l`anno“ è il consiglio del presidente Federconsumatori, Rosario Trefiletti. Il Codacons invita a “sfidare le regole e proseguire con le svendite fino al 6 gennaio in tutt`Italia. Solo quando gli italiani torneranno dalle ferie i consumi potranno impennarsi“.

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