7 Ottobre 2021

Vendite al dettaglio, i commenti: dati incoraggianti ma ripresa ancora altalenante

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad agosto le vendite in valore al dettaglio salgono dello 0,4% rispetto al mese precedente e dell’1,9% su base annua.
“Un graduale recupero, che però vede correre solo l’ecommerce. I dati di agosto delle vendite al dettaglio confermano la fase di ripresa del commercio, anche se più lenta delle attese e diseguale: mentre la dinamica è vivace per il comparto non alimentare e soprattutto per l’online – che segna una crescita del 23% nei primi 8 mesi dell’anno – i piccoli continuano a rimanere indietro, registrando nel comparto alimentare una perdita del – 2,4% da gennaio ad agosto. Così l’Ufficio economico Confesercenti commenta le stime Istat sul commercio al dettaglio di agosto.
Ombre che confermano come la ripresa dei consumi delle famiglie non sia ancora completa. Gli italiani iniziano a mostrare una riduzione della forte propensione al risparmio seguita all’emergenza, ma questa rimane ancora superiore di oltre 5 punti rispetto ai livelli pre-pandemici. La ripresa dei consumi, quindi, sarà più lenta di quella del prodotto: i comportamenti delle famiglie sono ancora influenzati dalla crisi e dall’incertezza.
Per questo è necessario, in questa fase delicata con incognite anche sul fronte energetico, consolidare la fiducia di famiglie ed imprese a partire dalla leva fiscale: bisogna evitare che l’armonizzazione dell’IVA si trasformi in un appesantimento dell’imposta che frenerebbe il pieno recupero dei consumi. Un indebolimento da evitare, perché inciderebbe sulla crescita di tutto il Paese.
Di “dati altalenanti, anche se positivi” parla l’ Unione Nazionale Consumatori. “Salgono a giugno, scendono a luglio, risalgono ad agosto. Insomma, su base congiunturale è un continuo sali e scendi. Serve, invece, una ripresa costante, come per altri indicatori economici, se si vuole dare vero ossigeno al commercio. Invece le vendite arrancano, segno della difficoltà delle famiglie di mettere mano al portafoglio” afferma il Presidente Massimiliano Dona.
“Il fatto che il rialzo sia ancora insufficiente è dimostrato anche dal fatto che più volte le vendite hanno superato i valori pre-pandemia di gennaio 2020, ma mai, neanche oggi, quelle del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown” prosegue Dona.
“Secondo il nostro studio, infatti, le vendite di agosto sono inferiori dello 0,2% nel confronto con quelle di febbraio 2020, gap che sale allo 0,5% per le vendite non alimentari, mentre sono superiori dell’1,3% rispetto a gennaio 2020” conclude Dona.
Positivi per il Codacons i dati Istat, ma “il trend positivo rischio di interrompersi bruscamente a causa della stangata d’autunno che si sta abbattendo sugli italiani”.
“Ad agosto le vendite registrano una performance soddisfacente con una crescita sia su base mensile che su base annua – spiega il presidente Carlo Rienzi – I numeri dell’Istat, tuttavia, dovranno fare i conti con il forte rialzo dei prezzi al dettaglio registrato a settembre, con gli aumenti delle bollette di luce e gas scattati ad ottobre e con la corsa senza freni dei carburanti, elementi che stanno determinando maggiori sborsi in capo alle famiglie e una vera e propria “stangata d’autunno” da circa 1.480 euro a nucleo”.
“Il rischio concreto è che le vendite, dopo i buoni risultati dell’ultimo periodo, andranno incontro ad un brusco stop a causa delle maggiori spese che dovranno affrontare le famiglie e dei rincari che si stanno verificando in tutti i settori e che comporteranno una sensibile erosione del potere d’acquisto dei cittadini” – conclude Rienzi.
Per l’Ufficio Studi Confcommercio siamo in presenza di un “moderato aumento che, pur migliore rispetto alle attese conferma le difficoltà di passare da una fase di recupero dei consumi ad una di vera crescita che, peraltro, interessa solo alcuni segmenti, come elettrodomestici, tv e prodotti per l’informatica. Per la maggior parte dei settori, infatti, nonostante i miglioramenti registrati negli ultimi mesi, il dato del 2021 sarà presumibilmente ancora inferiore al 2019. Un contesto ancora debole, dunque, nel quale si inseriscono anche le preoccupazioni sugli effetti che la ripresa dell’inflazione, prevista su valori superiori al 3% entro fine anno, potrà avere sui comportamenti delle famiglie”.
Andamento incoraggiante ma ancora debole per la dinamica dei consumi, come confermato dai dati sulle vendite al dettaglio di agosto diffusi da Istat. Il commercio nel suo complesso fa segnare un +0,4% rispetto al mese scorso, il non alimentare registra una variazione del +0,7% su base congiunturale mentre le vendite alimentari risultano pressoché stazionarie (+0,1% rispetto al mese precedente).
“A livello macro economico si riscontrano diversi indicatori positivi: la crescita del PIL che si prospetta più che positiva anche nel terzo trimestre, una robusta ripresa delle esportazioni e la fiducia dei consumatori che raggiunge uno dei picchi più alti riscontrati da tempo – commenta Carlo Alberto Buttarelli, Direttore Relazioni con la Filiera e Ufficio Studi di Federdistribuzione -. Si tratta di segnali importanti per il sentiment economico del Paese che vanno supportati per uscire definitivamente dalla fase emergenziale ed entrare appieno nella ripresa”.
“Anche sul fronte dei consumi possiamo rilevare come la macchina si sia rimessa in moto, pur con alcune rilevanti differenze tra i singoli comparti. Siamo tuttavia di fronte a una ripartenza fragile, non ancora sufficiente a riportare la domanda interna a livello pre-pandemico. Inoltre, occorre prestare attenzione ai possibili effetti inflazionistici che si stanno palesando derivanti dal rincaro dei beni energetici e di alcune materie prime. La tutela del potere di acquisto delle famiglie è un fattore determinante per proseguire sulla strada del rilancio economico del Paese”, conclude Buttarelli.

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