7 Maggio 2021

Vendite al dettaglio ferme, ripresa non decolla I commenti delle Associazioni

 

(Teleborsa) – Vendite al dettaglio pressochè ferme a marzo. Secondo Federdistribuzione i dati diffusi oggi da Istat “evidenziano ancora una volta un andamento dei consumi molto debole e la necessità di favorirne la ripartenza per accompagnare la ripresa del Paese. Per il commercio al dettaglio i dati relativi alle vendite di marzo confermano un ulteriore mese di difficoltà: su base congiunturale si registra una variazione complessiva nulla mentre per le vendite non alimentari si assiste a un nuovo calo del -1,6%. Il relativo indice destagionalizzato risulta ancora ben al di sotto dei valori pre-pandemia”.

“Per le aziende del commercio non alimentare, già duramente provate da molti mesi di chiusura, continua il trend negativo – afferma Carlo Alberto Buttarelli, Direttore Relazioni con la Filiera e Ufficio Studi di Federdistribuzione -. I punti vendita devono poter operare a pieno regime per invertire la rotta e ritrovare la strada della crescita. Per assicurare la tenuta delle imprese, l’occupazione dei propri dipendenti e il supporto alle molte filiere collegate è necessario superare definitivamente la chiusura dei Centri Commerciali durante il fine settimana, tornando alla piena operatività”.

“Anche per le vendite alimentari si registrano segnali deboli con un incremento, nel dato progressivo ad aprile, contenuto al +0,7% a rete costante. Un dato che conferma le preoccupazioni per le prospettive dei prossimi mesi. In questo contesto si registra una crescente richiesta di convenienza da parte del consumatore, che la Distribuzione Moderna è impegnata a garantire. Confidando nella piena ripresa del canale HoReCa, la Distribuzione Moderna prosegue nell’impegno a supportare le filiere agroalimentari, garantendo un importante sbocco per le eccellenze del Made in Italy”, conclude Buttarelli.

“I consumi degli italiani non ripartono, e a marzo le vendite al dettagli rimangono ferme, con numeri deludenti su base trimestrale”. Questo il commento del Codacons.
“Il 2021 doveva essere l’anno della ripartenza per i consumi, ma al momento i dati dell’Istat confermano come la spesa degli italiani sia ferma – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il confronto con le vendite del 2020 risulta fortemente alterato dal lockdown totale registrato a marzo dello scorso anno, ma se si analizza l’andamento trimestrale i numeri appaiono deludenti e al di sotto delle aspettative, con una diminuzione del -0,3% in volume che raggiunge il -0,6% in valore per i beni alimentari”.

“L’Italia continua a vivere una fase di crisi sul fronte dei consumi, legata non solo alle misure anti-Covid, ma ad un generale impoverimento delle famiglie causato dall’emergenza sanitaria” – conclude Rienzi.

Parla di “dati pessimi e scoraggianti” l’Unione Nazionale Consumatori. “Se il rialzo annuo d’ora in poi sarà sempre ovvio e scontato, visto che da marzo 2020 gli italiani sperimentano il lockdown, e in quel mese c’era stato un tracollo mensile delle vendite in valore del 20,5%, -20,8% considerando gli indici aggiornati ad oggi, -37,2% considerando le sole vendite non alimentari, è invece grave e preoccupante che non ci sia alcun recupero su febbraio 2021” afferma Massimiliano Dona, presidente UNC.
“Insomma, se è vero che oggi il rialzo annuo è notevole, lo era anche il crollo dello scorso anno. Quello che conta, invece, è che l’Italia resta la Cenerentola d’Europa. Nonostante il dato di oggi dell’Istat non sia del tutto confrontabile con quelli resi noti ieri da Eurostat, che ad esempio include i carburanti, è comunque certo, vista la discrepanza, che l’Italia va peggio degli altri Paesi Ue che hanno registrato un rialzo delle vendite su febbraio del 2,6%, +2,7% nell’Eurozona” prosegue Dona.
“Come se non bastasse, secondo il nostro studio, a marzo le vendite sono inferiori non solo rispetto a febbraio 2021, ma anche nel confronto con i due precedenti rimbalzi di ottobre 2020, con un divario da colmare dell’1,8%, e di agosto, -2,1 per cento” conclude Dona.

“Segnali di deciso recupero a marzo per le vendite del commercio al dettaglio – a confronto con il dato particolarmente depresso dello scorso anno – soprattutto per il comparto non alimentare, quello che ha maggiormente sofferto il lockdown. Ciononostante, rispetto a marzo 2019, l’indice è ancora inferiore di circa 6 punti”. Così l’Ufficio economico Confesercenti commenta i dati diffusi oggi dall’Istat sul commercio al dettaglio di marzo 2021.
In questa dinamica positiva, che segna il primo inizio di un recupero reale dopo molti mesi di forte crisi, stridono comunque sia la fortissima crescita dell’e-commerce (circa il 40% tendenziale) e soprattutto il fatto che le piccole imprese non sembrino partecipare alla “festa”. I piccoli negozi, infatti, nonostante l’incremento medio mensile continuano, infatti, a perdere terreno con il dato trimestrale che presenta ancora il segno meno.
Ripresa, dunque, che deve essere consolidata. In questa direzione, in attesa della boccata di ossigeno del Dl Sostegni bis che le imprese attendono da mesi, sarà determinante la disponibilità di risorse di un PNRR che abbia una visione alta e che riconosca la rilevanza per il futuro sviluppo del Paese di queste imprese, da destinare soprattutto al contrasto della desertificazione, alla rigenerazione urbana ed alla valorizzazione delle imprese di vicinato, con interventi mirati al ripopolamento delle attività di prossimità dei nostri territori”.

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