27 Gennaio 2011

Vendite al dettaglio ferme negli ultimi undici mesi La ripresa è lontana

 Roma. Vendite al dettaglio vicine alla "crescita zero" nei primi undici mesi del 2010. Secondo i dati Istat diffusi ieri, le vendite di prodotti alimentari sono scese dello 0,4% su base annua, le altre sono cresciute dello 0,3%. Una doccia fredda per chi punta sulla domanda interna per agganciare la ripresa.
Nel solo mese di novembre, le vendite hanno accusato un calo dello 0,3% su ottobre, ma risultano in aumento dell’1% rispetto a novembre 2009.
Analizzando i dati grezzi su base annua, le vendite di alimentari sono cresciute dell’1% nella grande distribuzione e dello 0,2% nelle piccole aziende: Per i non alimentari, gli aumenti sono dell’1,4% nella grande distribuzione e dello 0,8% nelle piccole imprese. Si conferma il divario tra supermercati e botteghe di vicinato, queste ultime a rischio di chiusura.
Il confronto tra i primi undici mesi del 2010 e lo stesso periodo del 2009 negli esercizi specializzati non mostra aumenti del valore delle vendite dello 0,5% e del 2,3%.
In difficoltà informatica, telefonia, telecomunicazioni, farmaci. Ma le vendite di elettrodomestici, radio, tv e registratori ha segnato un balzo del 4,3%.
Le organizzazioni di settore non si nascondono i problemi. Una nota della Confcommercio ammette "il perdurare della fase di debolezza della domanda per consumi di beni". Questi non hanno ancora intrapreso quel sentiero di sviluppo necessario a sostenere la ripresa dell’economia italiana.
Il presidente di Confesercenti, Venturi non nasconde la preoccupazione e cita il presidente americano, Obama, che ha chiesto al Congresso meno tasse per le imprese e il taglio delle spese.
Da parte loro, i consumatori si dichiarano "stufi" di dover sentire l’ennesimo dato negativo, senza reazioni da parte del governo.
Dal 2007 ad oggi, il potere d’acquisto delle famiglie è crollato del 9,6%; i consumi negli ultimi tre anni sono scesi del 6%; le vendite di Natale sono diminuite del 12% e i saldi del 9-11%.
I presidenti delle associazioni dei consumatori, Trefiletti e Lannutti, sollecitano la detassazione per il reddito fisso e la ripresa degli investimenti nei settori tecnologici, indicando le risorse in una patrimoniale su rendite e grandi ricchezze.
Il Codacons chiede le dimissioni del ministro Paolo Romani, per due motivi: gli italiani fanno sempre più la fame e il suo decreto con incentivi per lo sviluppo di alcuni settori non è riuscito a fare da traino al resto dell’economia.
La Confagricoltura richiama l’attenzione sulla contrazione delle vendite di prodotti alimentari, che sono scesi dello 0,4% negli undici mesi del 2010. Le famiglie acquistano però prodotti biologici (+12%). Le loro abitudini stanno cambiando, perciò si deve tenere conto delle trasformazioni in atto per intervenire sulla filiera alimentare.
 

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