31 Agosto 2018

Vendite al dettaglio: cosa comprano gli italiani?

Gli italiani sembrano risparmiare sulla spesa, per concedersi qualcosa in più su altri fronti. Si potrebbero sintetizzare così gli ultimi dati dell’ Istat relativi all’ andamento delle vendite al dettaglio. A giugno, queste ultime sono diminuite, rispetto al mese precedente, dello 0,2% in valore e dello 0,3% in volume. Come anticipato, la flessione complessiva è dovuta al calo delle vendite dei beni alimentari (rispettivamente -0,9% in valore e -1,0% in volume), mentre sono in lieve crescita le vendite di beni non alimentari (+0,3% in valore e +0,2% in volume). Nel II trimestre dell’ anno le vendite sono debolmente positive solo in valore (+0,2% rispetto al primo trimestre), mentre i volumi flettono leggermente (-0,1%). Anche in questo caso è la componente alimentare a contribuire negativamente alla dinamica complessiva (-0,1% in valore e -0,8% in volume), mentre le vendite di beni non alimentari sono in crescita (+0,3% in valore e +0,4% in volume). Su base annua, le vendite al dettaglio mostrano un aumento dell’ 1,5% in valore e dello 0,5% in volume. Le vendite di beni alimentari crescono dell’ 1,9% in valore e diminuiscono dello 0,4% in volume; le vendite di beni non alimentari, invece, registrano un aumento di pari intensità sia in valore sia in volume (+1,2%).Particolare l’ andamento delle vendite dei beni non alimentari: ad aumentare di più su base annua sono categorie eterogenee quali “altri prodotti” (gioiellerie, orologerie) a +5,1%, Elettrodomestici, radio, tv e registratori a +3,9% e Prodotti di profumeria, cura della persona a +2,9%. Tra i gruppi in flessione, i cali più intensi si registrano per Cartoleria, libri, giornali e riviste (-2,0%) e Prodotti farmaceutici (-1,6%). Sempre a livello tendenziale, prosegue l’ Istat, il valore delle vendite al dettaglio registra una variazione positiva del 2,1% per la grande distribuzione, mentre le imprese operanti su piccole superfici registrano un calo dello 0,4%. I discount sono la componente più vivace del comparto, con un aumento del 4,9% su base annua, e confermano nei primi sei mesi dell’ anno una dinamica già avviata nel 2017. Il commercio elettronico aumenta del 14,5%. Secondo il Codacons le famiglie tagliano la spesa alimentare a causa del rialzo dei prezzi e del caro benzina. Se si confrontano i dati di oggi con quelli pre-crisi del giugno 2007, le vendite totali sono inferiori del 4%. Solo la grande distribuzione ha recuperato quanto perso durante la recessione, registrando un incremento del 6,6%: +10% per gli alimentari, -0,4% per i non alimentari. Rispetto a 11 anni fa, le vendite complessive sono ancora inferiori del 13,5%, mentre quelle alimentari segnano addirittura un crollo del 20,9%, ossia hanno lasciato sul campo oltre un quinto delle vendite.

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