6 Dicembre 2021

Vendite al dettaglio, caro bollette e inflazione minacciano la ripresa

Secondo i dati Istat resi noti oggi dall’Istat, a ottobre le vendite in valore al dettaglio salgono dello 0,1% rispetto al mese precedente e del 3,7% su base annua.

“Dati positivi. Per la seconda volta consecutiva, infatti, si sono interamente recuperati i valori pre-crisi. Mentre spesso si sono superati i valori pre-pandemia di gennaio 2020, solo da settembre 2021 si sono oltrepassate anche le vendite registrate a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Secondo il nostro studio, infatti, le vendite di ottobre in valore sono maggiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020, +2,2%, che rispetto a gennaio 2020, +3,5%. La rimonta avviene anche per le vendite non alimentari, rispettivamente +3,1% e +3,3%. Non solo, ma anche nel raffronto con ottobre 2019 e 2018 i valori sono migliori: +7,1% e +8,1%. Insomma, non c’è comparazione che non sia positiva” prosegue Dona.

“Su questa buona notizia, però, pesa per il futuro l’effetto inflazione e caro bollette di luce e gas che a novembre e soprattutto a dicembre potrebbero determinare un duro contraccolpo nelle vendite. L’inflazione, che sale del 3% di ottobre al 3,8% di novembre, e le spese obbligate legate a luce e gas, con i rialzi scattati dal 1° ottobre ma che non sono stati pagati prima della fine di novembre, riducendo il potere d’acquisto e il reddito disponibile delle famiglie avranno come conseguenza una gelata sugli acquisti, anche di Natale” conclude Dona.

Dati positivi anche per il Codacons ma “sul futuro del commercio pesa come un macigno l’incognita dell’inflazione e del caro-bollette”.

“L’incremento delle vendite su base annua è un fattore positivo per l’economia, ma il rischio concreto è che la crescita del commercio registrata a ottobre venga del tutto annullata dal balzo dei prezzi al dettaglio registrato a novembre e dagli incrementi delle bollette energetiche alle porte – spiega il presidente Carlo Rienzi – A fronte di una inflazione così elevata con rincari di prezzi e tariffe in tutti i settori, e considerato l’oramai certo rincaro delle bollette di luce e gas che scatterà a gennaio, le famiglie reagiranno riducendo i consumi, con un conseguente calo delle vendite al dettaglio e danni per il commercio”.

“Per tale motivo ribadiamo la nostra richiesta al Governo di intervenire con urgenza per tutelare il potere d’acquisto delle famiglie e sostenere i consumi, attraverso misure in grado di contrastare l’escalation dei prezzi al dettaglio” – conclude Rienzi.

La ripresa delle vendite prosegue, ma rallenta il ritmo: ad ottobre Istat segnala una crescita sull’anno del +3,7% in valore, contro il +5,3% registrato a settembre. Una frenata ancora di lieve entità, dovuta in parte anche all’effetto dell’aumento dei prezzi, in particolare dei beni energetici, registrato negli ultimi mesi. Questo il commento dell’Ufficio Economico Confesercenti.

Il dato diffuso oggi da Istat sul commercio al dettaglio ad ottobre fotografa ancora una situazione di ripresa, ma con alcune ombre. La crescita è infatti dovuta soprattutto al comparto non alimentare, che sta ancora recuperando sul crollo dello scorso anno. I beni alimentari invece subiscono una flessione in volume rispetto allo scorso ottobre di quasi un punto percentuale, un calo che risente probabilmente della corsa dell’inflazione. Nonostante questo, la variazione in volume dei primi 10 mesi è ancora positiva per l’alimentare, 1%, e rilevante per il non alimentare, 11,6%, dopo che nell’intero 2020 aveva perso l’11,7%.

Il commercio online, invece, segna il passo e per la prima volta registra una caduta rispetto allo scorso anno, con un calo del -3,7% nel confronto tendenziale con ottobre 2020, quando comunque l’indice dell’ecommerce aveva registrato il picco record di quasi 400 punti.

Appare invece più positiva la situazione per le imprese del commercio operanti su piccole superfici: i negozi registrano in media sui dieci mesi una variazione dell’8,4% in valore, che stimiamo corrisponda ad aumento di circa il 7% in volume. Anche in questo caso, però si tratta di un dato influenzato almeno in parte dal confronto statistico, in quanto nei primi dieci mesi del 2020 l’indice medio non arrivava a 90, avendo toccato, mese dopo mese, valori sempre più bassi.

“L’inflazione è in aumento a causa dei rincari dei beni energetici – commenta Confesercenti –, una corsa che potrebbe avere un impatto rilevante sul potere d’acquisto e sui consumi degli italiani. Secondo le nostre stime, potrebbe causare una perdita di circa 9,5 miliardi di spesa in due anni”.

“Anche le piccole imprese stanno registrando pesanti aumenti di costo sulle utenze, fino a 4mila euro in più per la sola energia elettrica. Un aumento che rischia di avere un impatto notevole soprattutto sui bilanci delle micro e piccole attività, già alle prese con una difficile ripartenza. Per questo, anche considerando la stagione natalizia alle porte, è necessario accelerare sul nuovo intervento ‘taglia-bollette’, incrementando anche le risorse da mettere a disposizione. Sarebbe un investimento nella ripresa”.

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