25 Luglio 2014

Vendite al dettaglio ancora giù

Vendite al dettaglio ancora giù

ROMA – Non dura l’ euforia del commercio. Dopo la crescita di aprile, la più alta da 3 anni, a maggio l’ Istat registra un calo delle vendite al dettaglio dello 0,7% rispetto al mese precedente e dello 0,5% rispetto al 2013. Il rimbalzo di aprile era «un’ illusione ottica», secondo il Codacons, determinata dall’ effetto Pasqua festeggiata con un mese di ritardo rispetto all’ anno precedente. I tecnici dell’ Istat osservano che i nuovi dati «non danno segnali positivi» e i discount sono gli unici esercizi alimentari in crescita. I loro scontrini sono in aumento del 2,4% sull’ anno, mentre diminuiscono dello 0,9% quelli dei supermercati e dell’ 1,1% quelle degli ipermercati. La grande distribuzione nel complesso tiene, con vendite invariate rispetto al 2013. Soffrono, invece, i negozi di piccole superfici (-1,1%). Gli acquisti di cibo, in particolare, diminuiscono dell’ 1,2% sul mese precedente e dello 0,5% sull’ anno. «E’ proprio nella rinuncia alla qualità e ad alcuni prodotti più costosi, come carne e pesce, che si percepisce la condizione di profonda difficoltà in cui vivono le famiglie», dichiarano i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti . Due italiani su 3 hanno tagliato la spesa in qualità e quantità, osserva la Coldiretti, e 3 milioni di famiglie sono costrette a rifornirsi negli hard discount, il 48% in più rispetto all’ inizio della crisi. Anche i prodotti non alimentari sono in calo (-0,3% sul mese e -0,6% sull’ anno). Le flessioni maggiori colpiscono le dotazioni per l’ informatica, le telecomunicazioni e la telefonia (-3,8%) e la cartoleria, i libri, i giornali e le riviste (-3,1%). Ci sono però anche categorie in controtendenza come le calzature, gli articoli in cuoio e da viaggio (+1% sull’ anno), i prodotti di profumeria e cura della persona (+0,4%), l’ abbigliamento e la pellicceria (+0,3%). La diminuzione del commercio a maggio è, secondo l’ Ufficio studi Confcommercio, «un dato che evidenzia le difficoltà della domanda per consumi e rende più fragile e incerta la ripresa dell’ economia italiana». Anche perchè a luglio il clima di fiducia delle famiglie è peggiorato.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox