3 Ottobre 2014

“Vendevano” dati sensibili dei pazienti, il Garante li multa

“Vendevano” dati sensibili dei pazienti, il Garante li multa

Sanzione di sedicimila euro per uno studio radiologico di Savona METTEVANO la firma prima di andarsi a fare i raggi al braccio rotto oppure l’ ecografia, ma non sapevano che i loro dati, decisamente sensibili, sarebbero finiti nei database di società di assicurazione, banche e finanziarie italiane ed estere. Per aver “venduto” i loro pazienti sul ricco mercato della compravendita di dati personali a fini commerciali, uno studio radiologico di Savona è stato condannato a pagare una multa di 16 mila euro dal Garante della Privacy. L’ ordinanza di ingiunzione dell’ Autorità riguarda la srl Liguria Radiologia di via Pirandello che, in sede difensiva, aveva provato a giustificarsi spiegando che i moduli incriminati li aveva ereditati dalla precedente gestione, quella della società Studio Radiologico Essepi. Il garante Antonello Soro, che ha firmato l’ ordinanza, non ha però accolto l’ impostazione: «La circostanza che tale modello sia stato predisposto dallo Studio Radiologico Essepi sas e poi utilizzato dalla Liguria Radiologia srl, quale società incorporante, non vale ad escludere la responsabilità di quest’ ultima rispetto alle violazioni contestate. Ciò sulla base dell’ articolo che prevede che la società risultante dalla fusione o quella incorporante assumono i diritti e gli obblighi delle società partecipanti alla fusione… «. Tutto era partito nel 2009 a seguito di una segnalazione del coordinamento di associazioni di consumatori Codacons, che segnalava «una presunta violazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali… nei moduli di informativa e di acquisizione del consenso… avrebbe previsto la comunicazione dei dati personali dei pazienti ad una serie di soggetti residenti in Italia e all’ estero, tra cui società di assicurazione, banche ed istituti di credito». Nelle motivazioni finali dell’ ordinanza si legge che «Rile- vato, quindi, che Liguria Radiologia, ha effettuato un trattamento di dati personali rendendo una informativa inidonea e senza acquisire un consenso specifico per ciascuna finalità perseguita, in violazione degli articoli 13 e 23 del Codice… Ritenuto che, con riferimento alla gravità della violazione, la condotta posta in essere dalla società assume particolare rilievo, in quanto le modalità seguite non consentivano agli interessati di esprimere un consenso libero per i trattamenti ulteriori rispetto a quelli per finalità di cura», viene quindi ordinato allo studio di pagare la multa da 16 mila euro». ( marco preve) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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