23 Novembre 2019

Velocità dell’acqua e incognita paratoie Mose, i sistemi alternativi anti acqua alta

 

venezia. Se il Mose verrà realizzato seguendo il progetto attuale non è escluso che ci si potrebbe ritrovare una paratoia galleggiare davanti a San Marco. E se il 26 la Regione approverà un’ ulteriore innalzamento di tre metri dell’ isola delle Trezze, in laguna si vedrà una collinetta di dodici metri che amplierà ulteriormente l’ attuale discarica per fanghi inquinanti. Sono queste due delle preoccupanti immagini emerse ieri all’ incontro alla Scoletta dei Calegheri “Prima e oltre il Mose”, organizzato da super esperti «per informare la città in un momento in cui c’ è urgenza di conoscere per fare delle scelte e la necessità che i cittadini siano attivi». Almeno duecento le persone presenti che hanno ascoltato tre ore di interventi, preliminari all’ assemblea di oggi alle 17 nella sala San Leonardo dove si parlerà della manifestazione di domani contro il Mose, con partenza alle 14 da Campo Santa Margherita. Del dibattito di oggi e di domani verrà fatto un dossier che verrà spedito a Roma al Comitatone di martedì prossimo. All’ interno ci saranno le richieste di verificare le criticità del Mose e le proposte di interventi, anche a breve, per contrastare l’ acqua alta. Gli ingegneri Vincenzo Di Tella, Paolo Vielmo e Gaetano Sebastiani hanno analizzato le criticità del Mose, ricordando che all’ inizio il progetto era stato bocciato e le difficoltà emerse mai affrontate. Gli ingegneri qualche mese fa hanno dopo anni ottenuto i documenti originali del progetto depositato al Cvn, dove c’ è un passaggio cruciale che dimostrerebbe come il Mose sia ben lontano dal funzionare e come non ci sia ancora il sistema per controllare singolarmente le paratoie. Vielmo ha spiegato che l’ oscillazione delle paratoie è stata sperimentata con modelli grandi poco più di un foglio e che quindi non c’ è nessuna certezza su come potrebbe comportarsi il Mose in una situazione come quella dello scorso 12 novembre.Nel corso dell’ incontro si è parlato anche dell’ esposto fatto da Codacons mercoledì 13 con le perizie tecniche sulle criticità, già consegnate un anno fa dai tre ingegneri a Roberto Linetti, ex magistrato alle acque ora in pensione, di cui non si è mai avuta risposta. L’ esposto interpella la magistratura su chi ha competenza di cautelare l’ efficacia della spesa pubblica e della mancata verifica delle criticità denunciate. «Chiediamo di dare una sistematica informazione alla città sulla portate e sulle velocità dell’ acqua alle bocche di porto» ha detto il professore Stefano Boato dell’ EcoIstituo Alex Langer. «Questa informazione non è mai stata data negli ultimi anni. Dopo un formale accesso agli atti al Consorzio Venezia Nuova e al Provveditorato abbiamo saputo che lo scorso 12 novembre alla bocca di Lido la velocità era di quasi due metri al secondo». Tra le dieci proposte per contrastare le acque alte le più importante sono: ridurre le portate delle maree nelle bocche di porto appoggiando nei fondali attuali chiatte o scafi autoaffondanti; far partire il progetto di messa in sicurezza dell’ installazione di San Marco; riprendere i rialzi interrotti dal 2002 in città; avviare gli studi e le sperimentazioni per verificare la possibilità di rialzi di ambiti urbani con l’ inserimento negli strati profondi di fluidi. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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