27 Gennaio 2010

Veleni nell’ aria, indagato anche Penati

MILANO – Anche la magistratura si occupa dell’ aria cattiva in Lombardia. Ieri l’ ex presidente della Provincia, Filippo Penati è stato iscritto nel registro degli indagati, nell’ ambito dell’ inchiesta avviata nel 2009 dopo che il Codacons aveva presentato un esposto sul problema dell’ inquinamento. Il nome di Penati si aggiunge a quelli del governatore lombardo Roberto Formigoni, del sindaco Letizia Moratti e dell’ attuale presidente della Provincia, Guido Podestà: per tutti, l’ ipotesi di reato è getto di cose pericolose in luogo pubblico. In sintesi, verrebbe contestato il fatto che non siano stati attuati i provvedimenti necessari per evitare il superamento dei limiti previsti in materia di smog. Penati ha subito alzato il tiro, facendo riferimento al dibattito in corso sullo smog che ha portato alcuni eletti del centrosinistra ad occupare, l’ altra sera, l’ aula consiliare: «Non mi preoccupa questa iscrizione, di cui sono stato informato dalle agenzie di stampa, ma l’ immobilismo di fronte a 18 giorni di superamento dei limiti del Pm 10 a Milano da inizio anno». Il candidato del Pd alla presidenza della Regione incalza il suo successore: «Convochi la conferenza dei sindaci e si concordino modalità di blocco del traffico e di mantenimento delle adeguate temperature nelle case». Per parte sua, Podestà sembra lanciare un messaggio al sindaco Moratti e al presidente Formigoni: «In certe condizioni climatiche forse bisogna osare di più». Anche se poi fa osservare che «questa condizione non è solo di Milano ma è generalizzata a tante città europee». Ed è questa la linea su cui continuano a muoversi i vertici di Palazzo Marino: «Non c’ è più emergenza- insiste la Moratti – di quanto non ci sia altrove in Italia. E in altre città italiane i giorni di sfondamento sono stati superiori ai nostri: sarebbe interessante sapere se anche loro hanno preso le stesse misure strutturali che abbiamo preso noi». Detto questo, il sindaco e i suoi più stretti collaboratori stanno tenendo monitorata la situazione e, qualora dovessero persistere queste condizioni climatiche e questi livelli di inquinamento, potrebbero essere attuati provvedimenti d’ emergenza: magari un inasprimento, almeno temporaneo, del meccanismo dell’ Ecopass attualmente in vigore. Sulle ricette da usare, intanto, la maggioranza in Comune si divide. Se il capogruppo del Pdl Giulio Gallera difende gli interventi strutturali della giunta Moratti contro lo smog e rifiuta ogni blocco temporaneo del traffico, alcune sue colleghe hanno dato vita ad una «fronda rosa» che invece sostiene la necessità di lanciare un segnale immediato contro l’ inquinamento: una settimana di targhe alterne e biglietti scontati per i mezzi pubblici come nel periodo natalizio. La Lega scavalca tutti annunciando, per sabato e domenica prossimi, un referendum sull’ introduzione delle targhe alterne dal primo febbraio per almeno un mese (dalle ore 7 alle ore 19) e sulla chiusura sperimentale del centro storico al traffico privato dal primo marzo. Conclude Marco Cappato, candidato alla presidenza della Regione per la lista Bonino-Pannella: «A parte le inchieste, che lasciamo ai magistrati, la responsabilità politica bipartisan è stata quella di aver sabotato il trasporto pubblico e su rotaia, mentre ci si prepara a soffocare la Lombardia con nuove autostrade e ulteriore consumo del suolo».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox