27 Marzo 2015

Vedova truffata dall’ assicuratore

Vedova truffata dall’ assicuratore

«Mi sono fidata, d’ altra parte era il mio solito assicuratore con il quale avevo fatto la polizza della macchina. C’ era questa opportunità di versare delle quote, di investire i miei risparmi in una polizza che alla fine offriva una rendita o il capitale con un buon interessasse. Avevo i miei risparmi, alcune migliaia di euro, e li volevo lasciare ai miei figli quando non ci sarei stata più. E allora l’ ho sottoscritta, mi sono fidata. D’ altra parte gli incontri li facevamo nella sede dell’ assicurazione, sembrava tutto in regola, mai più mi sarei aspettata che invece fosse una truffa». La signora, una vedova modenese di 62 anni, è stata ingannata da un assicuratore che, invece di versare regolarmente le quote previste secondo quanto previsto nella polizza, si intascava il denaro. E alla sua ignara vittima, come rassicuranti ricevute dei versamenti, lasciava dei fogli, degli scrittoi che ovviamente non avevano alcun valore o validità. Il caso è stato illustrato ieri mattina dalla stessa signora truffata e dal Codacons modenese, che assiste la 62enne e che lancia, assieme a lei, un appello affinché si facciano avanti le eventuali persone che sono state truffate dalla stessa persona negli ultimi tempi. «L’ obiettivo – spiega Fabio Galli, presidente del Codacons modenese – è avere più persone che concorrano nella richiesta di risarcimento nei confronti anche dell’ assicurazione di cui il truffatore era dipendente». La vedova ha scoperto l’ inganno recandosi in assicurazione e , non trovando il suo solito referente, ha chiesto come stesse andando la sua polizza, se l’ investimento stava andando bene. E ha scoperto così che dei suoi soldi non c’ era traccia. Così come non c’ era traccia del “fidato” assicuratore: da mesi si era fatto di fumo. Ovviamente la donna è andata dai carabinieri e a denunciale l’ accaduto. Il Codacons mette in guardia: «È fondamentale non consegnare somme di denaro in contanti oppure fare assegni senza mettere l’ intestatario. Si deve invece utilizzare assegni circolari e come intestatario mai l’ impiegato ma direttamente la “casa madre” , in questo caso l’ assicurazione».
 

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