Vecchie cauzioni i consumatori sono sul piede di guerra
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fonte:
- La Sicilia
Anticipo sui consumi idrici, mentre i primi importi stanno per essere caricati in bolletta, contro la decisione presa dalla Girgenti acque scendono sul piede di guerra associazioni dei consumatori e associazioni di categoria. I fatti sono quelli raccontati dal nostro giornale alcuni giorni fa: a partire dalle prossime fatture idriche l’ ente gestore reinserirà una somma, prevista dal regolamento, che dovrebbe garantire lo stesso gestore rispetto a casi di evasione. Il problema, però, è che questo importo era già previsto da metà degli anni 90 e fino al 2008 e gli agrigentini (non sappiamo quanti, tuttavia) che hanno stipulato un contratto di fornitura lo dovrebbero aver già versato al Comune. L’ ente, tuttavia, ad oggi non ha mai restituito in toto le somme ai cittadini (limitandosi a farlo solo in caso di rescissione documentata dell’ utenza) né tanto meno le ha girate alla società di Marco Campione, che adesso si è detta “costretta” ad inserirle in bolletta sia ad Agrigento che in altri comuni della provincia. La questione, infatti, è abbastanza complessa e riguarda diversi centri della provincia (anche Eas, a quanto pare, non avrebbe mai restituito a Girgenti acque le somme ricevute dai cittadini), al punto che lo stesso Ato Idrico se ne sta occupando da un paio di settimane e ha realizzato adesso un vero e proprio “dossier” che sarà sottoposto all’ attenzione del commissario dell’ Ambito e del Libero consorzio di Agrigento, Marcello Maisano, a metà della prossima settimana. In quell’ occasione il dirigente regionale potrà prendere una decisione in merito non pronunciandosi sulla legittimità del canone – che è previsto dal regolamento di utenza – ma verosimilmente sulla competenza, ovvero molto prosaicamente su chi avrà l’ obbligo di trovare traccia dei soldi già versati (dei quali, come già detto, non si sa praticamente nulla) e provvedere a versarli al gestore. Nel frattempo le associazioni a tutela dei consumatori annunciano battaglia. Prima a farlo è stata Codacons, che attraverso i suoi vertici provinciali, Pierluigi Cappello e Alessandro Patti, hanno diramato una nota alla cittadinanza. “Invitiamo tutti quei cittadini agrigentini che, nel periodo inter corrente tra il 1995 ed il 2008, hanno attivato un’ utenza in costanza di gestione comunale del servizio idrico – scrivono -, a prestare particolare attenzione alle prossime fatture. A costoro infatti, in forza dell’ apposito Regolamento comunale, venne già chiesto di versare l’ allora denominato “anticipo sui consumi”, per un importo minimo di 70 Euro. Adesso, gli uffici comunali sostengono di dover restituire quelle somme soltanto agli utenti che ne facciano richiesta, previa documentazione della risoluzione del contratto di fornitura idrica. Insomma, chi volesse riottenere i 70 Euro all’ epoca anticipati, dovrebbe poi sborsarne parecchi di più per richiedere il riallaccio a Girgenti Acque; una mera follia! Di contro Girgenti Acque, non avendo ricevuto quelle somme dal Comune, vorrebbe intanto chiederle nuovamente agli utenti; la proverbiale beffa in danno dei cittadini”. Preoccupati per le ricadute sull’ utenza anche le associazioni degli amministratori di condominio, che da tempo conducono su più temi un vero e proprio “braccio di ferro” con il gestore del servizio idrico. “Non ab biamo ancora pienamente chiari gli aspetti della vicenda – spiega il presidente provinciale dell’ Anaci, Salvatore Cultrera -, ma nei prossimi giorni chiederemo un incontro con l’ Ato idrico e con la Girgenti acque per capire responsabilità e competenze”. Insomma, qualcosa si muove. Vedremo cosa succederà. GIOACCHINO SCHICCHI.
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