18 Marzo 2016

Vecchia Bdm, pioggia di esposti scatta la corsa ai risarcimenti

Vecchia Bdm, pioggia di esposti scatta la corsa ai risarcimenti

L’ INCHIESTA ANCONA Crac della vecchia Banca Marche, scatta la corsa al risarcimento. Dopo l’ annuncio di Codacons e Comune di Jesi, anche l’ Unione nazionale consumatori e un gruppo di cinque azionisti e obbligazionisti della provincia di Ancona che, in seguito al decreto salva-banche, hanno visto andare in fumo oltre un milione di euro, sono pronti a costituirsi parte civile nell’ ambito di un eventuale processo per bancarotta e altri reati fallimentari. Intanto sono oltre trenta gli esposti presentati alla Procura della Repubblica di Ancona dalle associazioni di consumatori e dai singoli cittadini, beffati dal piano di salvataggio di BdM che ha azzerato azioni e obbligazioni subordinate. I FILONI Denunce che hanno portato il pool di magistrati che indaga sul dissesto del vecchio istituto di credito marchigiano ad aprire un fascicolo per truffa. Si tratterebbe del quarto filone d’ inchiesta su cui i pm stanno compiendo accertamenti per verificare se effettivamente gli investitori, come sostengono, abbiano ricevuto pressioni per acquistare i titoli senza informazioni adeguate. Dopo la dichiarazione dello stato d’ insolvenza, ora comunque i fari sono soprattutto puntati sull’ apertura, data per imminente, di un fascicolo per bancarotta e altri reati fallimentari. Contestazioni pesanti che, una volta formalizzate, potrebbero far scattare sequestri di natura patrimoniale nei confronti degli iscritti nel registro degli indagati. Sinora la Guardia di Finanza, su delega della Procura, ha eseguito sequestri per oltre 10 milioni di euro sul patrimonio dell’ ex direttore di BdM Massimo Bianconi e degli imprenditori Vittorio Casale e Davide Degennaro. Provvedimenti adottati nell’ ambito dell’ inchiesta stralcio, arrivata in udienza preliminare, su due fatti specifici, entrambi incentrati sui presunti guadagni illeciti ottenuti da Bianconi per aprire linee di credito a favore di Casale e Degennaro. Tra i beni messi sotto chiave anche il palazzo ai Parioli di proprietà della famiglia di Bianconi. L’ attenzione, in ogni caso, si diceva, è tutta per l’ apertura di un’ eventuale fascicolo per bancarotta. «La dichiarazione dello stato d’ insolvenza – afferma il coordinatore regionale dell’ Unione nazionale consumatori Corrado Canafoglia, che rappresenta oltre 3 mila investitori – era un atto dovuto. Ora ci stiamo preparando alla costituzione di parte civile contro i responsabili di questo disastro, ma intendiamo anche approfondire il ruolo di Bankitalia nel dissesto di Banca Marche». Precisa Canafoglia: «Vogliamo capire se la Banca d’ Italia si sia limitata a controllare o abbia, con la sua attività, aggravato una situazione patrimoniale già pesantissima». Pronti a costituirsi parte civile in un eventuale processo per bancarotta, ma anche per truffa ai danni dei consumatori, cinque investitori della provincia di Ancona assistiti dall’ avvocato Marco Manfredi, che con il piano di salvataggio hanno perso oltre un milione di euro. Letizia Larici © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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