Vatican Social Card. La saga continua
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- Articolo 21
Ricordate il I° e II° Governo Craxi? 1983-1987. La modificazione con legge 121/85 al Concordato lateranense dell’11 febbraio 1929, il finanziamento alla Chiesa Cattolica con l’otto per mille dell’Irpef regolato con legge 222/85 (circa unmiliardo di euro ogni anno, di cui nel triennio 2002-2004, stando alle cifre ufficiali della CEI, solo il 20% è stato destinato ad "interventi caritativi", il 34% al sostentamento del clero, il 46% ad esigenze di culto. Somma alla quale va aggiunta quella altrettanto importante versata dallo Stato Italiano per gli stipendi degli insegnanti di religione – tutti messi a ruolo -, alle scuole cattoliche etc.), e l’obbligo a carico della CEI, ai sensi dell’art. 44, di trasmettere annualmente all’autorità statale competente il rendiconto relativo all’effettiva utilizzazione delle somme con pubblicazione sul "Notiziario della CEI" – ma, il legislatore (distratto!) non ha previsto controlli e verifiche sui dati. Poi, non bastasse, a seguire, dopo numerose battaglie giudiziarie – e la nota sentenza della Corte di Cassazione depositata l’8 marzo 2004 -, la recente esenzione dall’ICI. Passano gli anni, i governi, ma i privilegi concessi dall’Italia allo Stato della Città del Vaticano continuano con nuovi "benefit", se pensiamo che legittimati a richiedere la Social Card sono, oltre ai pensionati ultra sessantacinquenni e famiglie con un figlio sotto i tre anni che rientrano nei parametri Isee, anche le suore e i preti – così pare, stando alla denuncia lanciata dal Codacons. Perciò, lo stato della Città del Vaticano prospera e continua ad arricchirsi, con i nostri soldi – mentre la cittadinanza italiana, grazie alle "politiche" dell’esecutivo Berlusconi, ormai composta da precari, cassaintegrati, disoccupati e inoccupati, è stata ridotta alla fame! Viene spontanea una domanda: perchè lo stato della Citta del Vaticano non distribuisce agli italiani aventi titolo alla Social Card la famosa "Vatican Card" – la Tessera del Vaticano -, quella, per intenderci, che consente – ai (loro) privilegiati – di fare il pieno di benzina con pochi euro, e l’acquisto di numerosi prodotti senza iva, etc.? In attesa di un generoso gesto caritatevole ai (pochi) credenti, sempre più convinti che "gli occhi del contadino ingrassano il maiale" (indovinate che è, oggi, il contadino), non gli resta che sperare nella legge del contrappasso.
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