12 giugno 2018

Variante per lo stadio Si entra nel rush finale

Fernando M. Magliaro Il termine è scaduto: alla mezzanotte di lunedì 11 giugno, sono spirati i trenta giorni di tempo per associazioni, cittadini e comitati, per la presentazione delle osservazioni alla variante al Piano regolatore generata dal progetto dello Stadio della Roma. Dovrebbero essere una quarantina le osservazioni già pervenute: ventuno quelle redatte dal Comitato «Salviamo Tor di Valle dal Cemento» insieme al Tavolo della Libera Urbanistica, quello guidato dall’ architetto Francesco Sanvitto, ex attivista 5Stelle «scomunicato» da Beppe Grillo in persona a fine febbraio 2017. A queste se ne deve sommare un’ altra decina presentate da Italia Nostra insieme al Tavolo e un’ altra redatta dal Codacons sempre insieme al Tavolo. Otto, poi, sono quelle spedite dall’ associazione Carte in Regola. In realtà, occorrerà attendere ancora qualche giorno per poter avere il computo esatto delle osservazioni pervenute: potrebbe esserci anche chi, invece della posta elettronica certificata, le spedisce con la cara vecchia raccomandata. Quindi, fra tempo di spedizione, protocollo e consegna sul tavolo giusto ci potrebbero volere ancora 3 o 4 giorni per il conto finale. A questo punto l’ iter prevede che gli uffici del Dipartimento Urbanistica del Campidoglio abbiano 30 giorni di tempo per predisporre, per ciascuna di queste osser vazioni, un parere (controdeduzione, in termine tecnico). Terminato questo passaggio di elaborazione della risposta del Campidoglio, il dossier variante urbanistica sarà completo e pronto per essere portato in discussione in Consiglio comunale. Verrà consegnato agli uffici del presidente del Consiglio comunale, Marcello De Vito, il quale dovrà portarlo in Conferenza dei capigruppo per farlo inserire nel calendario dei lavori d’ aula. La data dipenderà da quanti giorni, dei 30 a disposizione per legge, gli uffici comunali utilizzeranno per completare il lavoro sulle controdeduzioni. In questi ultimi mesi gli uffici comunali hanno lavorato con i tecnici dei proponenti per predisporre il testo della Convenzione urbanistica (il contratto che regolerà i rapporti fra la Roma e il Campidoglio e che conterrà, fra le altre cose, anche il cronoprogramma di tutti gli interventi: opere pubbliche e private. La Convenzione, però, dovrà essere ratificata da un voto in Consiglio comunale. Quindi, l’ obiettivo del Comune è di portare nello stesso momento al voto sia la Variante urbanistica che la Convenzione. Votati i due testi, la Variante tornerà in Regione per l’ adozione definitiva (determina degli Uffici poi delibera di Giunta regionale). A quel punto, Variante e Convenzione entreranno in vigori e la Roma potrà iniziare le opere di precantierizzazione (bonifiche, archeologia) mentre predispone le gare d’ appalto europee per le opere pubbliche. Il tutto al netto dei già annunciati ricorsi al Tar.

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