25 Luglio 2017

«Varese è molto più viva da quando ci siamo noi»

Dopo le numerose polemiche dei giorni scorsi, Daniele Zanzi interviene con forza in difesa del nuovo Regolamento di Polizia Urbana, alla cui redazione ha contribuito in quasi un anno di lavoro con il comandante della Polizia Locale, Emiliano Bezzon, e vari consulenti. Il vicesindaco di Varese ha dichiarato: «Sono basito da quello che sto leggendo in questi giorni. Già in Consiglio comunale ho detto che le minoranze dovrebbero avere un atteggiamento più propositivo e collaborativo, anziché opporsi a prescindere come sta avvenendo ora per il nuovo regolamento, quando invece all’ interno delle commissioni tutto era filato liscio. Vorrei vedere ben altro clima, non certo l’ attuale, che degenera sempre più verso l’ insulto personale. Non abbiamo fatto altro che prendere un regolamento vecchio di 47 anni, oggettivamente datato, e aggiornarlo alle esigenze odierne. Sulla movida nessuno si spaventi, anzi, le nostre iniziative sono rivolte a far rivivere questa città, che non è mai stata così viva come nell’ ultimo anno. Per chi è in regola non cambia assolutamente nulla: il problema principale, segnalatomi da più parti, era proprio la mancanza di norme chiare e attuali, a causa dell’ età del documento precedente». «Per quanto riguarda il divieto di fumo nei parchi – ha proseguito Zanzi – non è tanto un’ imposizione, ma una regola di buon senso. La prima versione del documento prevedeva di vietarlo solo presso le aree gioco dei bambini, ma ho subito sostenuto l’ emendamento che lo estendeva: fumare fa male e così andiamo a tutelare la salute di tutti. Siamo il primo capoluogo di provincia a introdurre questa norma, abbiamo ricevuto il plauso incondizionato del Codacons che ha parlato di esempio di civiltà dato da Varese e sono certo che molti altri ci seguiranno su questa strada. A vigilare sui parchi saranno 30 nuove guardie ecologiche volontarie, corpo che era stato smantellato e che abbiamo ricostituito, che avranno il compito di consigliare i trasgressori più che sanzionarli, senza gravare la Polizia Locale di un nuovo compito».
simone ambrosetti

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