VANNA MARCHI: VOGLIO ASSOLUZIONE, NON LA SALVA-PREVITI
-
fonte:
- Ansa
(ANSA) – MILANO, 16 DIC – Il decreto `salva-Previti` non le interessa. A Vanna Marchi, l`ex regina delle televendite ora sotto processo a Milano, interessa solo essere assolta. E` un nuovo atto dello show mediatico-giudiziario che la ex teleimbonitrice sta portando avanti, udienza dopo udienza, fuori dall`aula della decima sezione penale del Tribunale di Milano, dove è imputata insieme al convivente Francesco Campana e alla figlia Stefania Nobile. Così anche questa mattina Vanna Marchi e la figlia in una pausa del processo, riaggiornato al prossimo 18 gennaio, davanti a taccuini e microfoni, non hanno esitato a rispondere alle domande su uno degli argomenti del giorno: il cosiddetto decreto salva-Previti, approvato ieri alla camera e che riduce i termini di prescrizione. A chi, fuori dall`aula, le ha fatto notare che potrebbe `graziare` anche il suo processo, l`ex regina delle televendite, pantaloni e giacca neri, e nonostante il cielo plumbeo, occhialoni scuri, ha risposto con tono sicuro: “Non mi interessa assolutamente perché voglio essere assolta come è giusto che debba essere. Non mi interessa assolutamente il signor Previti e chi per lui“. Stessa domanda anche alla figlia: “Di quel decreto non ne so niente e comunque non mi sembra l` abbiano chiamato decreto salva-Marchi. Se si chiama decreto salva-Previti chiedetelo a Previti. E` chiaro che se fanno un provvedimento lo fanno per tutti“. Se ci fosse una prescrizione in tempi rapidi sareste contente? “Io mi ritengo contenta – ha replicato – di essere in un`aula di Tribunale a discutere quel che è giusto che si discuta: la mia difesa. Voglio avere gli strumenti per difendermi e non mi interessa la prescrizione né il salva-Previti“. Durante l`udienza, dove sono state ammesse un ottantina di parti civili, tra cui il Codacons, è stata respinta l`istanza di sospensione del processo avanzata tempo fa dai difensori dei tre imputati accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. I giudici poi hanno accolto in gran parte le richieste di prove documentali e testimoniali di pm, difese e delle parti offese ad eccezione della deposizione, chiesta sempre dalle difese, del ministro dell`economia Domenico Siniscalco. Ammessa invece la testimonianza di Antonio Ricci, il patron di `Striscia la notizia“, il programma che con una puntata-denuncia fece partire l`inchiesta sulla ex-teleimbonitrice, convivente e figlia fino a portarli in carcere. Ma in aula questa mattina non sono mancate le polemiche. A sollevarle Marco Donzelli, presidente del Codacons: “E` pazzesco che persone imputate di così gravi reati possano tranquillamente operare su altre emittenti. Il fatto che Vanna Marchi e la figlia possano di nuovo andare in Tv solo in Italia può accadere. Per questo – ha proseguito Donzelli – chiediamo una legge che regoli il settore: non vogliamo la chiusura delle televisioni ma che non si possa permettere a chiunque di andare in Tv con servizi sul lotto, oroscopi e di lettura delle carte a turlupinare i consumatori. Chiediamo un maggior controllo e una legge che regoli questo settore“. “Mi dispiace per lui“, replica secca la Marchi. “Qualunque cosa facciamo, qualcuno insorge“, le fa eco la figlia che aggiunge: “In Italia oramai ci siamo noi e la moglie di Al Bano. I fenomeni italiani siamo noi“. Vanna Marchi e Stefania Nobile e Loredana e Raffaella Lecciso. (ANSA).
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
