11 Febbraio 2003

Vanna Marchi, associazioni ammesse al risarcimento




Milano. Ci saranno anche le associazioni dei consumatori a rivendicare un risarcimento nel processo a carico di Vanna Marchi, la ex regina delle televendite coinvolta in un`inchiesta per truffa insieme ad altre 24 persone. Tra le parti civili ammesse ieri al processo dal gup Michele Di Lecce, oltre a 59 cittadini truffati (tra cui diversi lodigiani), ci sono, infatti, anche Federconsumatori, Lega Consumatori e Codacons. Secondo il gup le associazioni «rappresentano un diritto collettivo» e hanno «subito un danno diretto». I tre gruppi non hanno perso tempo chiedendo un risarcimento danni che ammonta complessivamente a due miliardi e mezzo, sommando le tre singole richieste.
Una svolta a sorpresa visto che alla costituzione parte civile di Codacons, Federconsumatori e Lega Consumatori si erano opposti sia il pubblico ministero sia i difensori degli imputati, ma il giudice ha ricordato che le tre associazioni risultano titolari di un diritto fondamentale di natura collettiva ai sensi della legge 281 del 1998. Solo pochi giorni fa un altro gup aveva escluso dalla costituzione parte civile le associazioni dei consumatori nella vicenda della tragedia di Linate perché le associazioni non avrebbero ricevuto un danno diretto dal comportamento addebitato agli imputati.
Il processo, che vede imputati anche il convivente di Vanna Marchi e sua figlia, Stefania Nobile, inizierà il 5 marzo prossimo. Gli imputati dovranno rispondere di associazione per delinquere, truffa, falso e violazione dei provvedimenti del garante del mercato. La donna, con il sedicente mago Mario Pacecho Do Nascimento, è accusata di avere preteso ingenti somme di denaro in cambio di falsi amuleti e rimedi magici. L`inchiesta prese il via l`indomani di un servizio messo in onda dal tg satirico di Canale 5, Striscia la notizia. Vanna Marchi è stata arrestata e poi trasferita agli arresti domiciliari. Il mago Do Nascimento, invece, è ancora irreperibile: quasi certamente è scappato in Brasile. Dei 25 imputati, diciotto hanno chiesto di poter patteggiare la pena, in prevalenza si tratta di telefonisti, e uno, Antonio Martino, liquidatore di una delle società coinvolte, ha chiesto di essere processato con rito abbreviato. L`esperta di televendite, dopo un periodo tra carcere e arresti domiciliari, ora ha solo l`obbligo di presentazione alla polizia.

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