Valigie al rallentatore. Malpensa passa con riserva
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fonte:
- Libero
Malpensa passa con riserva
Siamo lontani da Fiumicino, come chilometri, ma anche come servizi. A Malpensa le cose funzionano, tanto che qualche passeggero all`uscita parla di “puntualità svizzera“. Ma non tutti: anche a Milano ci sono quelli che si disperano perché non trovano i bagagli o perché li hanno aspettati troppo. Sommando tutto, possiamo dire che lo scalo milanese è promosso, con una media di attesa al nastro che porta le valigie compresa tra i 25 e i 35 minuti e con una puntualità sul movimento degli aerei dell`84 per cento. Promossa, ma con riserva, perché passando una giornata intera fuori dal settore “arrivi“ qualche lamentela si sente. Nella giornata di ieri sono stati circa 90 mila i passeggeri in transito a Malpensa e in serata, fanno sapere dagli uffici della Sea, “non abbiamo avuto giacenza di bagagli a terra“. In parole più semplici: non ci sono state quelle scene tipiche di Fiumicino con valigie abbandonate, gente furibonda e addetti nel panico. Durante il pomeriggio, però, qualche problema si deve registrare. “Il mio bagaglio non si trova“, dice sconsolata Monica, appena arrivata da Dubai con il volo delle 12 e 23. “Hanno detto che me le spediranno a casa, ma non sanno quando“. Stessa sorte per una coppia arrivata dalla Bolivia che ritira regolarmente le valigie personali, “ma non un pacco che avevamo imbarcato“, sostengono i due viaggiatori. Così come una signora che dal Cairo voleva portare a Milano “un lampadario molto prezioso, che però adesso non si trova“, spiega. Sugli smarrimenti, però, un dipendente della Sea è chiaro: “Non si può sapere se l`errore è stato fatto qui o nell`aeroporto di provenienza“. Forse la stessa cosa se la sono sentita dire due ragazze partite da Malpensa e arrivate a Budapest proprio ieri. “Le nostre amiche non trovano più né le valigie né le tende“, spiega Emilio. “Noi le raggiungiamo tra qualche ora, speriamo che risolvano tutto prima del nostro arrivo“. Sui tempi d`attesa dei bagagli, i passeggeri di Malpensa sono, per la maggioranza dei casi, soddisfatti. Dopo una ventina di minuti dall`atterraggio arriva sul nastro la prima valigia e dopo una mezz`ora esce anche l`ultima. Una media da record in Italia, ma anche in Europa. Fuori dalla media ci sono i passeggeri arrivati dal Pakistan, che giurano di aver atteso le valigie per un`ora e mezza. “Data la provenienza del volo, bisogna vedere se è un problema di bagaglio o di controllo passaporti“, fanno notare dalla Sea. Per due ragazzi di Bergamo in arrivo da San Paolo, invece, si deve trattare proprio di sfortuna: “Abbiamo aspettato il bagaglio più di un`ora – dicono – ma dopo aver girato gli aeroporti del Sud America, ci sono sembrati solo pochi minuti“. Al Terminal 2, invece, non si trova un disguido neanche a pagarlo. La gente atterra da tutte le parti del mondo, aspetta un massimo di 15 minuti per ritirare le valigie e se ne va. “Incredulo“, sorride Massimo, in arrivo da Monastir. “L`aereo era in anticipo e il mio borsone è arrivato in un lampo. Ci ho messo di più a tirare giù dalla cappelliera della cabina il mio bagaglio a mano“. C`è da dire anche che lo scalo milanese ha già la soluzione per eliminare qualsiasi disguido relativo ai bagagli. Da settembre, infatti, al Terminal 2 (e dopo qualche mese anche al Terminal 1) sarà attivo il sistema a radio frequenze (Rfid) per lo smistamento dei bagagli. Il sistema è il primo in Europa ed il terzo al mondo (dopo Hong Kong e Las Vegas) e prevede la presenza nell`etichetta del bagaglio di un micro-chip con tutte le informazione necessarie. Il chip comunica tramite radio frequenze con le antenne poste lungo il percorso che il bagaglio compie dal check-in all`aereo, eliminando la possibilità di smarrimenti. Il Comune, azionista di maggioranza della Sea, è soddisfatto. “Nonostante i problemi che possono riguardare la gestione ordinaria, Linate e Malpensa non sono toccati dall`emergenza che ha interessato altri importanti scali“, commenta Manfredi Palmeri, presidente del consiglio comunale. . Un po` meno entusiasta il Codacons, secondo cui a Milano si sta meglio che da altre parti, “ma le lettere di protesta sono in aumento rispetto agli anni passati“.
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