15 Giugno 2005

Valide anche le multe dei vecchi autovelox

Valide anche le multe dei vecchi autovelox
La Cassazione: lecito non contestare subito la violazione. Protestano i consumatori: via a nuovi ricorsi





ROMA – L?autovelox, insomma, ha sempre ragione. Pure se l?infrazione per eccesso di velocità non è stata contestata sul posto. Ma arriva a domicilio, col verbale della municipale e la foto della targa posteriore. La multa va pagata, punto. Così ha stabilito la Corte di Cassazione, prima sezione civile, con sentenza 7332. Che scrive: «Ove l?apparecchio in uso non consenta la determinazione dell?illecito se non dopo il transito del veicolo, è sempre consentita la contestazione successiva». E l?autovelox, appunto, colpisce sempre alle spalle. Dunque per l?automobilista dall?acceleratore facile, che concilii o non concilii, è partita persa comunque. La decisione della Corte Suprema, che farà precedente, contrasta (oltre che con una precedente delibera della stessa) con l?orientamento generale dei Giudici di Pace, di solito propensi ad accogliere i ricorsi (sempre più numerosi) dei multati. Per lo sconforto di quanti (migliaia) progettavano di affrancarsi dalla contravvenzione notificata per posta.


CAUSA PERSA – La prima automobilista a farne le spese (letteralmente, visto che al posto dei 130 euro della multa dovrà pagarne 600 di oneri processuali) è Angela Fortunato, una signora di Orsogna, provincia di Chieti. Fotografata dall?autovelox mentre «sprintava» a 69 km all?ora, 19 più dei 50 consentiti. Multata, l?automobilista abruzzese è ricorsa al giudice di Pace che nel 2001 le ha dato ragione. Ma il Comune di Orsogna, patrocinato dagli avvocati Domenico e Pierluigi Tenaglia, l?ha portata in Cassazione. Ribaltando il verdetto. «Ci dispiace, non pensavamo che le sarebbe costato tanto», dice ora il vicecomandante della Municipale di Orsogna, Nicola Fosco. «Ma visto che c?è, l?autovelox dobbiamo pur farlo funzionare».
Quel che la Corte ha deciso per la signora Fortunato, come principio però vale per tutti gli italiani al volante. Dell?autovelox s?è detto. Con il Telelaser invece, «che permette l?accertamento dell?illecito prima del transito del veicolo, la contestazione deve essere immediata», spiegano i magistrati. «Ma sempre che dal fermo del veicolo non derivino situazioni di pericolo». Una manovra praticamente proibita su autostrade e superstrade. Che il vigile in servizio fosse sulla «volante» anziché a bordo strada, concludono, non è affare della Corte.



LE PROTESTE – Non ci stanno ovviamente le associazioni dei consumatori che hanno ispirato e curato molti ricorsi. «La decisione della Cassazione, che conferma la validità delle multe con l?autovelox, non deve trasformarsi in una forma di spremitura degli automobilisti, per consentire ai Comuni di fare cassa», battaglia il Codacons. «I vigili devono specificare i motivi per cui non è stato possibile fermare il conducente». Si ribella Telefono Blu: «Questa decisione della Corte non è legge, vale solo nel caso specifico. Certo è un precedente ma non crediamo che riabiliti di fatto l?autovelox non dotato di puntatore laser. Cittadini, continuate a fare ricorso».



LA DIFESA – Ricorda Giordano Biserni, presidente dell?Asaps (Associazione sostenitori amici della Polizia Stradale, sito web: www.asaps.it) che «la velocità è la madre di tutti i sinistri». E che quindi «va perseguita con estrema severità». Ma ammette che sull?autovelox «c?è un balletto senza fine. Questi continui ribaltamenti delegittimano la normativa, fanno pensare che si voglia soltanto battere cassa». L?Asaps propone un sistema di pre-avvertimento: «Un monitor che avvisi l?automobilista che sta andando troppo forte». Nonché maggiori controlli nei tratti dove sono più frequenti gli incidenti. Però ne conviene: «Se ci sono tanti ricorsi vuol dire che qualcosa non va».

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