11 Settembre 2007

Valentino Rossi, lo spot dell`evasore

L`evasore fiscale, tipica figura arcitaliana, ha ora uno spot pubblicitario tutto per sé. Uno spot con tutti crismi: ben diretto, ottime luci, bei colori. In prima visione su tutte le reti Rai, su quelle Mediaset, su Sky e su La7. Rilanciato di continuo a tutte le ore, come si conviene alle campagne più massicce, prima e dopo i programmi di maggiore ascolto. Protagonista: Valentino Rossi. Campione di motociclismo. Eroe degli italiani. Accusato dal fisco di aver evaso qualcosa come 60 milioni di euro. Molto spiritoso, lo spot. Lo scenario è una stalla. E che ci fa il supercampione in una stalla? Non si scoraggia (…è o non è un campione?), anzi ironizza: perché con i telefoni di Fastweb ha “tutti gli amici vicini“ e può parlare con loro quanto vuole, persino in questa brutta stalla in cui è finito. Tanto per farci capire quanto sia ineluttabile la grande popolarità di Valentino, ad un certo punto entra in scena pure un cavallo (“Un po` di privacy no, eh?“, si lamenta Valentino). Slogan finale: “Fastweb. Non ti abbandona mai“. Il sottinteso è: con Fastweb non ci sono mai momenti difficili. Secondo sottinteso: c`è chi può (fregarsene) e c`è chi non può. Brutto fare i moralisti, ma forse siamo arrivati ad un punto di vera perversione nel rapporto tra l`eticità dei comportamenti pubblici ed il sistema-televisione. Probabilmente non era mai successo che un uomo accusato di un reato – vieppiù un reato insultante per tutti coloro, e sono veramente tanti, che le tasse le pagano e che magari hanno problemi ad arrivare alla fine del mese – avesse a disposizione uno spot pubblicitario. Forse non era mai successo nemmeno – ricordate il precedente? – che un cittadino comune accusato di siffatto reato avesse a disposizione un video-monologo trasmesso senza batter ciglio dai maggiori telegiornali d`Italia. Con tutto il garantismo del mondo, è piuttosto improbabile che voi, se per caso siete accusati di aver rubato una mela, vi ritroviate a fare gli spiritosi in televisione giocando a fare i giocolieri. Per la verità, qualche protesta c`era già stata, dopo che erano venuti fuori i guai di Rossi con il fisco italiano. Diversi utenti Fastweb avevano minacciato ritorsioni contro l`azienda se avesse continuato ad utilizzare il campione di moto come testimonial. Dopo lo spot di ieri, per ora, si è sentita solo la voce del presidente del Codacons, a cui né Fastweb, né tantomeno Rossi hanno ritenuto di dover rispondere. Anzi, l`azienda ha pensato bene di battere il ferro finché è caldo: è o non il Paese dei Corona (che scrive Le mie prigioni e lancia le proprie mutande alle sue fan), il Paese dei Fiorani che cantano il karaoke per allietare l`estate degli italiani, ritratto con orgasmatica gioia dai maggiori rotocalchi? Ora che il campione ha deciso di far parte dell`allegra compagnia, davanti a questa che è un`evidente pulsione di onnipotenza da parte del cittadino Rossi, sarebbe un segno di residua salute mentale del Paese se si registrasse che qualche cittadino cosiddetto onesto si sentisse preso per i fondelli.

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