18 Luglio 2006

Valentini, il Pm per ora non archivia

Il Procuratore della Repubblica di Campobasso ha formalizzato agli accusati la conclusione delle indagini

Valentini, il Pm per ora non archivia
Indagati alcuni magistrati di Sulmona ma anche i vertici del Codacons





A quasi due anni dal suicidio in carcere del sindaco di Roccaraso Camillo Valentini, avvenuto nella notte tra ilo 15 e 16 agosto del 2004, esplode in tutta la sua virulenza a Campobasso l?inchiesta giudiziaria nei confronti di magistrati, di addetti degli uffici giudiziari di Sulmona, di ispettori di polizia, di ex amministratori del Comune montano nonché del presidente e del vice presidente del Codacons, l?associazione di tutela dei consumatori che ha continuato a tenere desta l?attenzione su presunti reati commessi dall?amministrazione guidata dall?allora sindaco Valentini e dagli stessi magistrati indagati. Il Procuratore della Repubblica di Campobasso, Mario Marcone, ha infatti depositato nei giorni scorsi l?avviso di conclusione delle indagini, atto valido anche come avviso di garanzia nei confronti delle dieci persone coinvolte; le quali hanno venti giorni per presentare memorie e documenti relativi alla loro posizione, nonché di presentarsi presso la polizia giudiziaria del Tribunale molisano per rendere dichiarazioni spontanee o per essere sentiti alle presenza del loro avvocato.
In sostanza il procuratore Mercone ha concluso le indagini avvertendo di non poter chiedere l?archiviazione nei confronti del Procuratore capo presso il Tribunale di Sulmona Giovanni Melogli e dei suoi sostituti Maria Teresa Leacche ed Aura Scarsella; della funzionaria della segreteria dello stesso ufficio giudiziario Elena Celidonio; del giudice per le indagini preliminari di Sulmona nella vicenda giudiziaria legata all?ex sindaco di Roccaraso Valentini; dell?ex presidente della corte d?Appello d?Abruzzo, Michele Ramundo; dell?ispettore della Polizia di Stato Massimiliano Mancini; dell?ex assessore di Roccaraso Gisella Valentini, cugina dell?ex sindaco suicidatosi; infine del presidente e del vice presidente del Codacons, Carlo Rienzi e Giuseppe Ursini.
Sono l?abuso d?ufficio e l?omissione di atti d?ufficio i reati contestati ai pubblici ufficiali, cioè ai magistrati, all?ispettore di polizia e alla funzionaria. Dalla ricostruzione del Procuratore di Campobasso appare infatti un quadro desolante di magistrati, quelli di Sulmona, che acceleravano o rallentavano le indagini nei confronti di Valentini a seconda delle circostanze, incuranti di presunte possibili incompatibilità o quanto meno inopportunità ad occuparsi delle inchieste che vedevano al centro il sindaco Camillo Valentini. Comportamenti ritenuti dal Pm molisano in alcuni casi vessatori ma comunque interessati a che le indagini prendessero una certa piega. Fino ad arrivare all?arresto di Valentini il quale, non reggendo il colpo, si tolse la vita asfissiandosi con un sacchetto di plastica. Una vicenda complessa in cui, secondo la ricostruzione del Pm di Campobasso, si inserirebbero anche acquisti di appartamenti da parte di persone indagate nonché un concorso confezionato ad hoc per un parente di uno degli accusati per farlo entrare in un ufficio pubblico. Rienzi ed Ursini del Codacons sono invece accusati di calunnia e diffamazione per aver inviato esposti ed atti a varie autorità, incolpando di reati specifici tutti i pubblici ufficiali che in questo procedimento sono sulla loro stessa barca. Chiaramente su posizioni contrapposte.





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