15 Gennaio 2008

Valanghe: rimanete a casa fino a giovedì

Il soccorso alpino: “Evitare rischi inutili“
Karbon: “Cercate di non strafare“

BOLZANO. Dai 15 ai 18 minuti: é il tempo massimo per estrarre vivo uno sciatore o un escursionista travolto da una valanga. Dovrebbe bastare questo dato per mettere in guardia coloro – e purtroppo non sono pochi – che si ostinano ad andare in montagna all`indomani di una fitta nevicata e con condizioni meteo quasi proibitive. “L`invito per i prossimi 3-4 giorni – sottolinea Lorenzo Zampatti, presidente del soccorso alpino – è di restare a casa, anche perchè sono previste ulteriori nevicate“. All`appello si associa anche la campionessa di sci Denise Karbon: “Mai fidarsi della neve fresca“. I decessi causati dalle slavine nell`ultimo weekend hanno fatto suonare il campanello d`allarme. In Alto Adige il pericolo valanghe è di livello “3 marcato“, in una scala che arriva fino a 5. Sono considerati a rischio tutti i pendii ripidi oltre i 2000 metri. Le variabili da prendere in considerazione prima di fare un`escursione in quota sono molteplici. “Vanno valutati – sottolinea Zampatti del soccorso alpino – oltre al bollettino valanghe, meteo, temperatura e pendenza del pendio che si intende affrontare. C`è poi il vento, che potrebbe aver favorito accumuli nei giorni precedenti. Le tragedie degli ultimi giorni sono state causate da imprudenza e superficialità“. L`invito a non strafare viene anche da Denise Karbon. “Non ci si deve mai fidare della neve fresca soprattutto se non si sa com`era il fondo prima. Amo anch`io la montagna e so che subito dopo una bella nevicata si ha una gran voglia di uscire, ma bisogna stare davvero molto attenti e se non si è esperti ed allenati è preferibile affidarsi a guide esperte, con una buona conoscenza del territorio“. Per evitare che la pratica degli sport invernali possa trasformarsi in tragedia l`assessore provinciale Thomas Widmann richiama turisti e residenti alla massima prudenza alla luce del pericolo valanghe. “Bisogna essere responsabili, prestare attenzione ai consigli degli esperti e, in caso di dubbi, non si devono assumere rischi“. L`appello è all`utilizzo del buon senso, specie quando il rischio valanghe oscilla da 3 a 5. “In tale contesto è decisivo l`apporto degli uomini del soccorso in montagna, perchè è solo grazie alla loro formazione e alle loro motivazioni che in moltissimi casi si evitano tragedie o danni maggiori“. Chi non conosce il territorio o non è in grado di stimare il livello di rischio, conclude Widmann, “deve affidarsi all`esperienza comprovata di maestri di sci o guide alpine“. C`è poi chi, come il Codacons, chiede la chiusura delle piste da sci. “Non basta sconsigliare le escursioni fuori pista, ma occorre adottare provvedimenti anche drastici per evitare che le pessime condizioni della neve possano mettere in pericolo l`incolumità dei cittadini“. Giorgio Gajer, direttore del Cnsas, sottolinea l`importanza dell`Arva. “è un apparecchio che emette segnali radio e dovrebbero averlo tutti gli escursionisti. Poi bisogna conoscere il terreno, ascoltare i bollettini meteo, affidarsi alle guide e saper rinunciare“.

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