13 Agosto 2013

VALANGA MONTE BIANCO: MORTE DUE ITALIANE, GUIDA FERITA

    VALANGA MONTE BIANCO: MORTE DUE ITALIANE, GUIDA FERITA

    IN ESTATE TROPPI GLI INCIDENTI MORTALI IN MONTAGNA: I CONSIGLI DEL CODACONS PER RIDURRE I RISCHI

    PERICOLO VALANGHE: L’ARVA DEVE ESSERE RESA OBBLIGATORIA

    Due alpiniste italiane sono morte travolte da una valanga sul versante francese del Monte Bianco e una terza persona, sempre italiana, e’ stata recuperata viva dai soccorritori.
    Per il Codacons sono troppi gli incidenti mortali che ogni estate si verificano in montagna. Pur  non volendo entrare nel merito di questo specifico incidente, il problema è che all’inizio del periodo di vacanze ci si avventura più facilmente in escursioni senza avere un allenamento ed una preparazione adeguate. Aumenta il numero degli scalatori e si abbassa conseguentemente il livello medio delle loro competenze. Così, spesso, si affrontano piste con difficoltà tecniche superiori alle proprie conoscenze e capacità. Per questo l’associazione di consumatori chiede maggiore informazione. Molti incidenti, infatti,  potrebbero essere evitati se si prendessero le dovute precauzioni. Troppo spesso ci si avventura senza avere attrezzature adeguate. E’ assurdo, ad esempio, che non sia ancora obbligatorio l’uso dell’A.r.v.a. per chi decide di fare escursioni sci-alpinistiche. Per non parlare dei comportamenti a rischio. Ricordiamo che il 90% delle persone travolte provoca personalmente il distacco della valanga.
    Alcuni consigli del Codacons:
    1)       Siamo noi che dobbiamo adattarci alla montagna e non viceversa. Capita spesso, ad esempio, avendo fatto tre ore di viaggio in macchina per poter fare l’escursione, di volerla fare lo stesso anche se il tempo è cattivo, la pista è chiusa o il rischio valanghe è alto: è da incoscienti!: è da incoscienti!
    2)       Guardate le previsioni del tempo prima di avventurarvi in un’escursione. In alta montagna, indispensabili anche le informazioni nivologiche.
    3)       Partite presto (non verso le 10) e tornate prima. Bisogna, infatti, rientrare prima, non solo per evitare il rischio di trovarsi nell’oscurità ma anche per evitare il maltempo ed i temporali, che sono più frequenti di pomeriggio.
    4)       Non avventuratevi mai da soli, possibilmente andate con qualcuno più esperto di voi. Informate dell’itinerario che intendete percorrere una terza persona.
    5)       Studiate con attenzione l’itinerario ed il suo grado di difficoltà. Anche se siete bravi e competenti, è bene informarsi da persone esperte del luogo sui possibili pericoli.
    6)       Scegliete un sentiero adatto alle vostre capacità e al vostro fisico. Tornare stanchi morti significa aumentare il rischio di incidenti. L’allenamento è fondamentale.
    7)       Abbigliamento adeguato. No a scarpe da ginnastica ma scarponcini da montagna: eviterete vesciche, distorsioni e punture di vipere. Andate con un bastone. Portarsi sempre un maglione di scorta. Controllate sempre l’attrezzatura.
    8)       Se piove non correte sui sentieri scivolosi.
    9)       Lo zaino deve avere uno schienale rigido. Non deve essere di grandi dimensioni. Le bretelle devono essere regolabili, larghe e ben imbottite, dotate di fibbie sicure e facilmente sganciabili. Ci deve essere una cintura addominale con fibbia per fare aderire lo zaino alla colonna vertebrale, in modo che non sobbalzi durante la camminata.
    10)    Attenti alle insolazioni. Per via dell’altitudine, ci si scotta più facilmente che al mare. Se poi c’è anche la neve, l’albedo (la riflessione) provocata dal biancore amplifica l’effetto del sole. Non dimenticate, quindi, creme per un’adeguata protezione solare, meglio se fortemente idratanti per proteggere dall’eventuale disidratazione e dal freddo. Utile anche una crema per le labbra, meglio se dotata di filtri UV.

    In caso di fulmini. La montagna, essendo ad elevate altitudini, è un luogo molto esposto ai fulmini. In aggiunta alcuni percorsi di montagna sono attrezzati con funi o scale metalliche che possono “attirare” il fulmine. I consigli:
    •        Buttare via la picozza e tutto quello che avete di metallico o a punta;
    •        Cercare spazi lontano dagli alberi (specie conifere e querce) e assumete una posizione accucciata;
    •        Se si è già sul percorso, cercate di scendere di quota o di trovare un rifugio chiuso;
    •        Evitate assolutamente le parti “ferrate” del percorso.

    Pericolo valanghe. Sappiate che il 90% delle persone travolte provoca personalmente il distacco della valanga. Le regole:
    •        Indossate l’A.R.V.A. sempre su emissione.
    •        Per le escursioni sci alpinistiche dovete indosssare l’equipaggiamento completo per l’autosoccorso: Arva, pala, sonda, telo termico, torcia elettrica frontale
    •        Informate dell’itinerario che intendete percorrere una terza persona.
    •        Percorrete singolarmente i pendii molto ripidi, mantenendo le distanze di sicurezza (in salita almeno 10 m).
    •        Nel caso di condizioni di accentuata instabilità del manto nevoso, non avventurarsi su pendii con inclinazione superiore a 30°.
    •        Evitate le parti più ripide dei pendii, i canaloni, le zone sottovento. Meglio muoversi lungo le creste, le dorsali ed i tratti pianeggianti. Gli attraversamenti di pendii aperti vanno il più possibile evitati, risalendoli o scendendoli lungo la linea di massima pendenza. Quando un attraversamento è necessario il pendio deve essere tagliato il più in alto possibile. La salita e la discesa di un canalone deve avvenire sempre verticalmente e lungo i margini. Evitate assolutamente l’attraversamento di zone sospette che confluiscono in crepacci, salti di roccia, pietraie affioranti.
    •        Aggirate i recenti accumuli di neve portata dal vento.
    •        Il sordo rumore wumm è l’inconfondibile segnale d’allarme.
    •        Non percorrete in nessun caso piste, itinerari e sentieri chiusi!

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