Val Di Noto – Per la Panther contestazioni fondate su equivoci – Codacons avvia lo sciopero della fa
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fonte:
- E-gazette
Palermo, 1° ottobre “Contro di noi c`è una campagna fondata su una serie di equivoci. La Val di Noto non corre alcun rischio ambientale e, soprattutto, vogliamo chiarire che non ci occupiamo di petrolio ma di gas, per sua natura pulito“. L`ha detto Jim Smitherman, presidente della Panther Gas, società texana che nel 2004 ha avuto dalla Regione siciliana la concessione per la ricerca di metano nel Val di Noto. I vertici della società, insieme a Francis Brophy, rappresentante della francese Maurel & Prom, partner nel progetto, hanno tenuto a Palermo una conferenza stampa, dopo che le vicende del Val di Noto, dichiarato dall`Unesco patrimonio dell`umanità, da mesi rimbalzano sulla stampa e anche dalla Regione arrivano segnali di una possibile retromarcia sulle concessioni. “Con il metano i rischi ambientali – dice l`ingegnere della Panther, Giuseppe Palmeri – non esistono. Che dire, allora, delle estrazioni di petrolio dell`Agip che vanno avanti da decenni nel campo di Ragusa?“ Finora la società, che ha avuto la concessione per 21 pozzi, ne ha trivellati due e da due anni è in attesa che la Regione ne autorizzi un terzo. Finora si tratta soltanto di esplorazioni e non c`è in corso alcuna attività estrattiva. Su un`area di circa 750 chilometri quadrati, la Panther ha rinunciato a 86 chilometri quadrati “per sfatare – dicono i responsabili – l`idea che nell`area potessero verificarsi danni nei siti protetti. È stato solo un nostro scrupolo, perchè nessuno si è mai sognato di andare a scavare sotto la cattedrale di Noto o nella riserva naturale di Vendicari“. “È ipocrita – ha detto Smitherman – che per esempio il Comune di Noto da un lato continui ad incassare le royalties dall`Eni, e dall`altro si rifiuti di rispettare un accordo sottoscritto con noi nel 2005. Quanto alle proteste – aggiunge – non è vero che la popolazione è contro le trivellazioni. Noi rispettiamo le leggi, lo stesso dovrebbero fare la Regione e le amministrazioni locali: abbiamo già speso 10 dei 43 milioni d`investimento, non ci possono dire ora che ci hanno ripensato. Fin qui venire in Sicilia si è dimostrato errato“. Nel frattempo il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, e 50 dirigenti del Movimento politico consumatori italiani il 15 ottobre prossimo cominceranno lo sciopero della fame per “evitare lo scempio delle trivellazioni dei petrolieri texani in Val di Noto“. Lo annuncia, con una nota, lo stesso Tanasi che “invita il Parlamento Regionale a legiferare entro e non oltre il 15 ottobre prossimo con una precisa norma di legge che vieti ogni sorta di distruzione del paesaggio e del territorio“. “Se entro quella data – afferma Tanasi – i deputati non avranno fatto il loro dovere si avvierà una raccolta di firme in tutto il territorio regionale per chiedere le dimissioni dei parlamentari e per mandare a casa il governo Cuffaro“. “Ci opporremo inoltre fisicamente e in modo pacifico – anticipa Tanasi – con una catena umana, che bloccherà l`avvio delle trivellazioni. Siamo determinati e non perderemo questa battaglia“. La scorsa settimana si è invece riunito a Ragusa il comitato favorevole alle trivellazioni. Del gruppo fanno parte le associazioni sindacali, Confindustria e le amministrazioni dei Comuni di Ragusa, Monterosso Almo, Giarratana e Chiaramonte Gulfi. Alla conferenza stampa, in cui sono state illustrate le motivazioni che hanno spinto gli enti a dichiararsi favorevoli alle trivellazioni, erano presenti anche i vertici della Panther. Secondo i sindaci dei Comuni che fanno parte del gruppo favorevole alle trivellazioni, le ricerche in provincia di Ragusa non intaccheranno le bellezze paesaggistiche e quelle architettoniche. Secondo i vertici della Panther, il progetto comporterà un vantaggio economico per i territori interessati. La previsione della società texana e di assegnare 100 mila euro in royalty ai comuni per ogni pozzo realizzato.
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