17 Gennaio 2021

Vaccino, effetto Pfizer sulla Puglia Previsto un taglio del 38% delle dosi

 

Campagna vaccinale contro il Covid 19 costretta a rallentare un po’ in tutte le regioni dopo l’annuncio della Pfizer- Biontech di dover ridurre del 29% le consegne programmate settimanalmente per l’Europa perché va adeguata la capacità di produzione dello stabilimento in Belgio. «Purtroppo, il taglio previsto per la Puglia – spiega l’assessore regionale alla sanità, Pier Luigi Lopalco – è del 38% rispetto alle dosi che dovevano arrivare la settimana prossima. Se abbiamo certezza che dalla settimana successiva si ripristina la quantità rallentiamo solo un poco e – aggiunge l’assessore – i richiami si spostano di pochi giorni senza alterare il calendario previsto».

Dalla settimana prossima, infatti, devono cominciare i richiami da somministrare agli operatori sanitari, socio-sanitari e ospiti delle residenze sanitarie assistenziali che hanno ricevuto la prima dose 21 giorni fa, a partire dal Vaccine Day del 27 dicembre, con 505 primi vaccinati. La campagna è poi ripresa il 31 dicembre scorso. Alla Puglia mancano all’appello, stando ai dati del report giornaliero del ministero della salute, 23.395 delle circa 98mila dosi complessive destinate alla regione e programmate per la vaccinazione delle categorie prioritarie nella prima fase. Sino ad oggi sono state consegnate alla Puglia 74.605 dosi di vaccino Pfizer e vaccinate 54.782 persone. A giudicare dai numeri, quindi, nei refrigeratori a -80 dei punti di stoccaggio pugliesi dovrebbero essere conservati, complessivamente, 19.823 dosi. Pfizer e Biontech hanno annunciato che torneranno al programma originario di consegne di vaccini anti-Covid a partire dalla settimana del 25 gennaio.

«Se Pfizer non ha giustificazioni nel venire meno al suo impegno contrattuale bisognerà tenere condotta rigida», è il commento del presidente della Regione, Michele Emiliano sulla vicenda. Mentre il Codacons chiede «alle Procure di tutta Italia di aprire indagini sulla decisione unilaterale di Pfizer di ridurre le consegne di vaccini». Quel che è certo è che al palo resteranno soprattutto gli anziani delle Rsa che, sino ad ora in Puglia, sono stati vaccinati in numero pari a 2.894 su 10mila. Tanti sono gli ospiti delle strutture, senza contare altre 10 mila unità tra personale sanitario e addetto ad altri servizi. Sarebbero state prese in considerazione sinora soprattutto quelle Rsa interessate da focolai del virus. Fatto sta che gli anziani rientrano nella priorità assoluta della prima fase perché sono a rischio di malattia severa. Si spera in un aumento delle consegne, così come promesso da Pfizer dopo le proteste, dal 15 febbraio. Ma soprattutto in nuovi vaccini, come AstraZeneca, ora al vaglio dell’Ema e che, con ogni probabilità, sarà riservato agli under 55. Moderna a fine mese sarà consegnato anche in Puglia, seppure in piccole quantità. Ed è corsa alla richieste di priorità. Cgil, Cisl e Uil chiedono di vaccinare «prioritariamente i lavoratori del settore appalti e indotto Asl». Ma anche gli operatori scolastici sono in fila. «Decide il governo – sottolinea Emiliano – ma se insistono a tenere aperte le scuole, la logica mi dice che dovremmo iniziare a vaccinare per primi gli operatori scolastici».

Intanto, ieri il bollettino ufficiale ha registrato 1.123 nuovi contagi su 10.600 test effettuati, con un tasso di positività del 10,6%, in calo rispetto al 13,6 del giorno precedente. La maggior parte dei casi (406) in provincia di Bari, seguita da Taranto (239) e Foggia (217). 15 i decessi. Poco più di 55mila gli attualmente positivi. Sono 330 sinora i medici pugliesi che hanno sottoscritto una lettera aperta per denunciare «la negazione di diritti in relazione alla possibilità per alcune donne medico di astenersi dall’attività lavorativa durante il periodo di gravidanza».

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