Vaccini, contro il Veneto linea dura di Lorenzin
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fonte:
- Avvenire
Il caos vaccini continua, anzi aumenta: non c’ è più soltanto lo scontro tra famiglie ‘no vax’ e governo, ma pure tra Regioni titubanti e Comuni invece a favore della profilassi obbligatoria… Infatti, dopo la moratoria di almeno un anno proclamata lunedì dalla Regione Veneto sulla profilassi richiesta dalla legge per iscrivere i bambini agli asili nido e alle scuole dell’ infanzia, ieri il Comune (pure veneto…) di Treviso si è espresso in modo esattamente contrario: «Gettare dubbi sulla normativa che per noi non presenta in alcun modo delle contraddizioni – ha dichiarato l’ assessore trevigiano alla città educativa Anna Cabino – rischia solo di ingenerare confusione nelle famiglie dei bambini dei nidi e delle materne che stanno affrontando i primi giorni di scuola. Noi applichiamo la normativa », tra l’ altro contenuta anche in una precedente circolare regionale. Ora si rischia dunque di vedere località che lasciano libertà di scelta (magari con tanto di targa «Comune no vax»…) confinanti con altre dove invece possono entrare in classe solo i vaccinati. Per evitarlo la ministra della Salute Beatrice Lorenzin dichiara al Corriere della Serala sua linea dura: «Ci riserviamo tutte le azioni di nostra competenza, il decreto del Veneto non è sostenibile. Se derogano di due anni si assumono la responsabilità di quello che può accadere in ogni struttura e ai singoli alunni. Senza vaccini a scuola non si entra. È un divieto sacrosanto». Le fa eco col Messaggero la collega all’ Istruzione Valeria Fedeli: «Non si decade dall’ iscrizione, ma il bambino non può frequentare se la famiglia non ha portato il certificato con le vaccinazioni fatte o non certifichi che ha un appuntamento programmato. Sulla salute non ci si può permettere di fare campagna elettorale». Dall’ altra parte Luca Zaia, governatore delVeneto, ribadisce la sua posizione: «Lorenzin minaccia la migliore sanità d’ Italia. Se ci saranno epidemie saranno probabilmente in altre regioni dove non si vaccina e si ha difficoltà a sapere chi sono i vaccinati e chi no. Il Veneto ha un modello da 10 anni basato sul non obbligo, siamo l’ unica regione d’ Italia che ha l’ anagrafe vaccinale informatizzata, abbiamo belle performance perché noi dialoghiamo con i genitori. Siamo talmente in brutta compagnia che assieme a noi ci sono 15 Stati europei: il Regno Unito, la Germania, la Spagna e molti Paesi del Nord Europa». Anche il Codacons si è schierato con il Veneto, per motivi procedurali: «Violata l’ autonomia riconosciuta dalla Costituzione in materia sanitaria, presenteremo un esposto al tribunale dei ministri». In Lombardia invece, dove la Regione ha appena fatto un passo indietro rispetto alla possibilità di prorogare di 40 giorni l’ obbligo di vaccinazione, il presidente Roberto Maroni precisa comunque che «stiamo valutando le iniziative da prendere per sostenere le famiglie e non escludere nessuno (sarà predisposto un apposito percorso di recupero per i bambini eventualmente allontanati da nidi e scuole dell’ infanzia, in modo che si possano mettere in regola senza dover restare a casa ndr), però nel rispetto della legge: possiamo essere d’ accordo o no con questa legge e non lo siamo, ma non c’ è alternativa, non possiamo far altro che rispettarla e applicarla». Maroni incassa così l’ assenso del sindaco di Milano Giuseppe Sala: «Non vedo nessuna questione di natura politica quanto di buon senso rispetto alle leggi dello Stato. Credo sia una buona soluzione. Adesso bisogna muoversi con grande determinazione. Anche il Comune ha un dovere che è quello informativo e di dialogo con i genitori». Pure la sindaca di RomaVirginia Raggi ha inviato ai genitori dei bambini che frequentano delle scuole comunali una lettera per ricordare le novità introdotte dalla legge. RIPRODUZIONE RISERVATA.
giulio isola
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