8 Settembre 2017

Vaccini, il Veneto corregge il tiro Decreto sospeso

luca zaia: «lo stop in attesa che il consiglio di stato si esprima sulla vera interpretazione delle norme»
Niente moratoria per 2 anni. La Regione sospende il decreto con cui faceva slittare al 2019 l’ applicazione della legge sui vaccini. Il governatore Luca Zaia annuncia che porterà davanti al Consiglio di Stato il quesito sull’ interpretazione della presunta incongruenza fra il comma 3 dell’ articolo 3 e il comma 5 dell’ articolo 3 bis della 119 fra “requisiti di accesso e decadenza dall’ iscrizione”, cioè il focus del regime transitorio firmato 4 giorni fa dal direttore generale della sanità veneta Domenico Mantoan che ha fatto gioire Codacons, Movimento genitori e no-vax, ma ha scatenato un terremoto politico. L’ onda tellurica finisce qui. Respira l’ Italia dei vaccini. E ora non si torna più indietro. I bambini non vaccinati non entrano negli asili nidi e nelle scuole materne anche se i genitori pagano la multa. Papà e mamme che entro il 10 settembre non portino il libretto con le vaccinazioni effettuate, l’ autocertificazione o la copia della prenotazione all’ Ulss si vedranno i figli respinti dalle scuole. Senza deroghe e senza eccezioni. Un dietro front fulmineo quello del Veneto del pensiero autonomo sui vaccini, simile alla determinazione presa dalla Provincia di Bolzano, e un’ inversione di rotta che ora provoca reazioni opposte rispetto a quelle di lunedì ma evita lo scontro frontale fra Veneto e Roma. È il governatore a darne notizia. L’ iniziativa – dice – è di Mantoan: «Mi ha comunicato di aver sospeso con decisione autonoma il decreto, confermando l’ interpretazione della legge e chiedendo che la Regione si attivi per un parere autorevole». Ma perché questo contro-decreto? Che cosa accade a palazzo Balbi nelle ore che lo precedono? È il pomeriggio del 6 settembre e a Zaia arriva una lettera firmata dalle ministre Lorenzin e Fedeli: «Tornate indietro – questo il tono -. State creando un problema a tutta l’ Italia. Le altre Regioni non hanno la norma come la vostra che impone che in ogni classe ci sia almeno il 95% dei bambini vaccinati e chiedono orientamenti uguali per tutti. Non si possono porre confini alle patologie». L’ esponente della Lega Nord risponde: «Approfondiremo. Nel giro di 24 ore prenderemo una decisione». Serrati colloqui fra governatore e Mantoan. Quindi la soluzione concordata. Con il decreto numero 2 del manager che sospende l’ efficacia del precedente provvedimento «in considerazione del venir meno dei presupposti». In pratica, il decreto numero 1 viene congelato, ufficialmente, per rispettare «un principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni». È anche quanto Mantoan aveva annunciato alla vigilia. «Avevo interpretato la norma – dice – in attesa di chiarimenti ministeriali, per garantire l’ accesso dei bambini che si erano iscritti a nidi e materne prima dell’ entrata in vigore del decreto Lorenzin. La legge non è mai retroattiva. Le due ministre hanno spiegato che, senza vaccinazioni, l’ iscrizione non decade ma i bambini non entrano comunque in classe. Non mi sembra una interpretazione di buon senso. Io resto della mia idea, la battaglia l’ ho fatta, ma obbedisco come telegrafò Garibaldi al generale La Marmora». «Il decreto sulla moratoria – scrive il governatore nella lettera spedita al governo allegando la richiesta di parere al Consiglio di Stato – è stato sospeso temporaneamente e non revocato dal dirigente. Resta aperto il problema dell’ urgente interpretazione della legge». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
franco pepe

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