16 Settembre 2017

Vaccini, una task force per aiutare i presidi

 

L’ invito che ieri il direttore dell’ Ufficio Scolastico Regionale ha rivolto ai presidi attraverso i sindacati di categoria è stato a segnalare le situazioni di difficoltà. Nel frattempo, ha annunciato l’ ampliamento del gruppo di supporto alle scuole e anche un approfondimento su uno degli aspetti più spinosi, quello della privacy nel trasferimento dei dati sensibili sulla salute. Ma la linea dura sul fronte vaccini è un dato di fatto: la legge deve essere rispettata con le sue scadenze, e questo nonostante tanti presidi si dichiarino in pieno conflitto interiore, divisi tra l’ essere dirigenti statali obbedienti alle leggi – condizione che non si discute – e al contempo riferimento della grande, multiforme e «multipensante» comunità scolastica. Dall’ incontro fissato ieri mattina tra i sindacati e la direzione regionale del Miur sono queste alcune delle indicazioni emerse e alcune delle emozioni. Per ora a nessun bambino è stato sbarrato l’ ingresso a scuola. Ma questo potrà capitare nei prossimi giorni. I dirigenti in questi giorni hanno inviato mail alle famiglie con una sorta di ultimatum la cui scadenza sarà per molti lunedì. Ieri si è parlato di azioni di genitori intraprese in varie realtà per procrastinare i termini, come la presentazione di dichiarazioni diverse da quelle previste, con l’ accettazione a presentarsi all’ Asl, ma con l’ incertezza rispetto agli esiti dell’ incontro. Una delle motivazioni addotte da queste famiglie spesso non è la totale ostilità nei confronti delle vaccinazioni, ma la volontà di non sottoporre i figli a vaccinazioni «plurivalenti» in presenza di parziale immunizzazione dovuta a malattia o a precedenti vaccini. «L’ Amministrazione si è detta estremamente disponibile a supportarci nel caso di contenzioso – spiega Sergio Arduino, coordinatore regionale dei dirigenti Cisl -, ma ci ha soprattutto invitati a cercare di anticipare le problematiche, parlando con i genitori. Il punto fermo è l’ applicazione delle norme. E concordando che le norme possono confliggere con la scuola che vuole essere inclusiva, ci è parso che il problema principale sia il tempo. Purtroppo i tempi per la mediazione e la sensibilizzazione sono davvero stretti». Poi, c’ è attesa per la sentenza del Tar del Lazio, il 3 ottobre, sul ricorso promosso dal Codacons contro il decreto Lorenzin sull’ obbligo vaccinale per le iscrizioni. L’ associazione si era rivolta al Tar chiedendo misure cautelari urgenti contro la circolare del 1 settembre dei Ministeri della Salute e dell’ Istruzione, nella parte in cui impone ai genitori l’ obbligo della presentazione della documentazione vaccinale entro la data dell’ 11 settembre. «C’ è una certa ansia…», ammette Arduino. Lorenza Patriarca, coordinatrice dei dirigenti Uil aggiunge: «In particolare per noi dirigenti più “anziani”, l’ idea di escludere qualche bambino è lacerante, non lo abbiamo mai fatto con gli stranieri senza documenti… Abbiamo cercato fino all’ ultimo di trovare una soluzione di compromesso. Non è che non vogliamo applicare la legge, ma anche per l’ infanzia sarebbe stato meglio seguire i tempi della scuola primaria, il 31 ottobre, con più tempo per parlare, dialogare, spiegare». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
MARIA TERESA MARTINENGO

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