13 Dicembre 2009

Vaccini per l’influenza A rimasti in magazzino

  Roma. Vaccini per l’influenza A rimasti in magazzino, contagio in calo, l’ormai imminente ministro alla Salute Fazio – già vice al Welfare – che raccomanda: «Potrebbe esserci un secondo picco di contagio, il vaccino va fatto lo stesso». Ma in pochi sembrano disposti ad ascoltarlo: al momento un italiano ogni settanta, se si calcola che appunto una dose di vaccino ogni settanta, di quelle previste dalle autorità sanitarie, è stata ad oggi utilizzata. Non bastasse entra in scena anche la Corte dei Conti, la magistratura che rifà i conti allo Stato e chiede risarcimenti alle persone o agli enti che li hanno malgestiti, leggi buttati dalla finestra.  Un esposto dell’associazione consumatori Codacons, alla luce della svolta al momento benigna dell’influenza più temuta del secolo (pare a torto), chiede si verifichi la gestione dell’acquisto dei vaccini. All’inizio dell’allarme il governo italiano aveva valutato in 48 milioni di dosi le necessità della popolazione. I vaccinati, al momento, sono poco più di seicentocinquantamila in tutto il Paese. Cosa fare di tutte le altre dosi? Certo la consegna dei vaccini da parte del produttore avveniva a rilento e quindi le scorte inutilizzate sono ben lontane dalla cifra di 48 milioni: al momento le dosi di vaccino effettivamente distribuite sono cinque milioni. Ma occorrerà chiarire se i patti di acquisto fra l’amministrazione ed il produttore prevedano comunque la consegna – nonchè il pagamento – di tutte le dosi ordinate anche in caso di esito benigno della pandemia. Pandemia che l’associazione americana degli infettivologi ha già giudicato «la più lieve della storia». La domanda è: lo Stato pagherà anche quel che potrebbe, fortunatamente, non servire?  Il Codacons, nel dubbio, ha deciso di chiedere conto dell’utilizzo di pubblico denaro, anche per far chiarezza sulla questione dei contratti. L’associazione consumatori, infatti, ha deciso di presentare un esposto alla Corte dei Conti perchè valuti se vi sia stato o vi sarà sperpero di denaro pubblico in relazione alla campagna vaccinale contro l’influenza A. Il picco dell’influenza, si ragiona, è ormai stato raggiunto in tutta Europa da settimane e le dosi di vaccino distribuite sono poco più di 5 milioni, contro i 48 milioni di cittadini che all’inizio di questa estate il ministero della Salute diceva di voler immunizzare.  «Se dopo mesi dall’inizio della campagna vaccinale – nota il Codacons – sono stati distribuiti poco più di 5 milioni di dosi di vaccino e sono state utilizzate circa una dose su 70 ordinate, quando finirà la distribuzione di tutte le dosi fatte produrre dall’industria farmaceutica? Quando finiremo di vaccinarci? Ma, cosa ancora più importante, avrà ancora senso vaccinarsi nel 2010?  Il viceministro Fazio – nota ancora il Codacons – continua a sollecitare la vaccinazione, facendo intravedere il rischio di una seconda ondata influenzale. Nei giorni scorsi aveva dichiarato: siamo in una fase di quasi completa recessione del picco dell’influenza A, ma si tratta di un virus nuovo è molto probabile si ripresenti, magari l’anno prossimo insieme alla stagionale».  Ma il prossimo anno, si chiede il Codacons, «si potranno utilizzare i vaccini prodotti nel 2009? O finiremo per buttare soldi e vaccini? Quanti milioni di euro in più incasserà l’industria farmaceutica per questo errore di previsione sia sul picco che sul numero finale dei vaccinati?  Il Codacons – conclude la nota – chiede alla Corte dei conti di accertarlo, visto che il ministero della Salute non snocciola i dati dei contratti stilati con l’industria farmaceutica».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox