14 settembre 2017

Vaccini, ora è battaglia in tribunale

«Autocertificazioni? No, grazie». Non ha dubbi l’ avvocato Tiziana Sorriento, referente torinese dell’ associazione di consumatori Codacons, già impegnata nel tentativo di «congelare» l’ obbligo delle dieci vaccinazioni per i bambini in età scolare. Dopo la rivolta dei presidi, che chiedono chiarezza alla Regione e al ministero, arriva l’ affondo dei consumatori, da sempre critici contro il provvedimento. Nel mirino c’ è soprattutto l’ autocertificazione. «Sottoscrivere un documento del genere espone al rischio di una denuncia per falso. Molte persone possono avere difficoltà a capire quali conseguenze comporti la firma in calce a un documento di questo tipo». Ci sono 4 mila famiglie che non hanno ancora ricevuto la convocazione per le vaccinazioni e altre mille e 200 che le hanno ricevute anche se la vaccinazione era già stata fatta. «In questa confusione, come è possibile pretendere qualcosa dalle famiglie? Sanità e scuola sono le prime a essere approssimative», aggiunge l’ avvocato. Proprio per questo, il Codacons aveva firmato un ricorso al Tar del Lazio per bloccare la legge. L’ associazione di consumatori chiedeva una «sospensiva» del provvedimento con la formula «inaudita altera parte», che prevede un’ ordinanza del presidente del Tar prima ancora di ascoltare le ragioni dell’ Amministrazione. Richiesta respinta. Così, l’ udienza per discutere la sospensione della legge è stata fissata il 3 ottobre, venti giorni dopo l’ inizio della scuola. A contribuire all’ incertezza c’ è anche il comportamento dei dirigenti scolastici. Ciascuno cerca di applicare la norma come ritiene, con tutte le sfumature possibili sulla gestione della situazione, dalla massima flessibilità al massimo rigore. Qualcuno ha anche vietato, da subito, l’ ingresso ai bambini non vaccinati. «Il provvedimento dei dirigenti scolastici è previsto dalla legge, ma deve essere “adeguatamente motivato” e notificato a entrambi i genitori. Altrimenti, la mancata ammissione dei bambini a scuola potrebbe essere considerata un rifiuto di atti d’ ufficio. E questo è un reato», spiega ancora l’ avvocato Sorriento. Un altro aspetto riguarda il trattamento dei dati sensibili. «A chi va consegnata la documentazione sulle vaccinazioni? La legge sulla privacy obbliga a indicare un responsabile del trattamento di quei dati. Ma sovente, non è così», dice ancora l’ avvocato Sorriento. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
claudio laugeri