17 Luglio 2017

Vaccini, numero di telefono per informare

il codacons annuncia sostegno al ricorso del veneto alla consulta
IL CODACONS depositerà oggi formale intervento dinanzi la Corte Costituzionale a sostegno del ricorso presentato dalla Regione Veneto contro il decreto sui vaccini. Lo annuncia, in una nota, l’ associazione dei consumatori precisando che «lo scopo è quello di rafforzare l’ intervento della Regione portando la Consulta a dichiarare l’ incostituzionalità di un provvedimento rinominato dal Codacons e da centinaia di migliaia di famiglie ‘decreto vergogna’, perché di stampo prettamente fascista e con poche attinenze alla materia di salute pubblica, che introduce obblighi inaccettabili a danno di utenti, Servizio sanitario e istituti scolatici e ad unico vantaggio delle case farmaceutiche». Sempre oggi parte un servizio telefonico (al numero 8930398) del Codacons per fornire assistenza legale e informazioni alle famiglie sulle vaccinazioni. «Si tratta di un forum telefonico che non è assolutamente contro i vaccini, ma teso a fornire una corretta informazione sui diritti che le famiglie possono valere» dice il presidente Carlo Rienzi. IL VENETO, che cercherà nelle urne del referendum del 22 ottobre la legittimazione a una maggiore autonomia da Roma, ha cominciato un braccio di ferro con il Governo sulla sanità, presentando ricorso alla Consulta contro il decreto legge 73 che impone l’ obbligatorietà vaccinale. Il governatore leghista Luca Zaia l’ aveva promesso all’ indomani del varo del provvedimento, e ha mantenuto l’ impegno, facendo notificare ai giudici della Corte Costituzionale l’ appello contro la nuova norma. «QUELLO che rifiutiamo – ha detto – è un intervento statale che impone un obbligo collettivo di ben dodici vaccinazioni, una coercizione attuata per di più con decreto d’ urgenza, senza precedenti storici a livello internazionale, nemmeno in periodi bellici, che renderà l’ Italia il Paese con il maggior numero di vaccinazioni obbligatorie in Europa». Un mese fa, quando il Veneto – unica tra le Regioni italiane – contestò apertamente l’ emanazione del decreto, ricevette la risposta netta del ministro della sanità Beatrice Lorenzin, la quale, invitando Zaia a ripensarci, osservò che proprio la Regione del governatore della Lega «non sta messa bene, ha avuto negli anni un calo di vaccinazioni e immunizzazioni molto forte e di cui l’ Iss ha presentato un rapporto». «Noi non contestiamo certo la validità dei programmi di vaccinazione – ha scandito Zaia -. Lo testimonia la nostra legislazione regionale, improntata sulla opportunità di effettuare i vaccini e lo dimostrano gli elevati livelli di copertura raggiunti». Però si nega l’ esistenza del presupposto di necessità e urgenza su cui basa il decreto legge, «perché l’ Oms – spiega Zaia – non ha mai raccomandato il raggiungimento della soglia di copertura vaccinale del 95% per garantire l’ immunità di gregge».

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