Vaccini, nessuna proroga per i certificati alle scuole
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fonte:
- il Tirreno
È iniziato oggi e durerà fino al 31 ottobre l’ annunciato sciopero dei docenti universitari, promosso dal Movimento per la dignità della docenza universitaria per chiedere il recupero degli scatti di stipendio bloccati dal 2011 al 2015. Per migliaia di studenti di 79 università sono dunque a rischio i primi appelli d’ esame della sessione autunnale. Il garante per gli scioperi ha giudicato l’ astensione legittima, ma ha imposto l’ organizzazione di un appello straordinario per le sessioni che ne prevedono uno solo, e l’ adozione di misure per evitare che ai laureandi sia pregiudicata la possibilità di discutere la loro tesi. Per l’ Unione degli universitari «Le rivendicazioni sono legittime considerata l’ inconsistenza degli interventi statali». L’ astensione dagli esami è però «uno strumento sbagliato che produrrà spaccature» nel mondo universitario. di Daniele LettigwROMANon ci saranno proroghe dei termini per consegnare agli istituti scolatici i documenti che certificano l’ avvenuta vaccinazione dei bambini: il termine, per gli asili nido e le scuole dell’ infanzia, rimane quindi fissato al 10 settembre, ed è un requisito indispensabile per l’ iscrizione a scuola. Lo ha confermato ieri il ministro dell’ Istruzione, Valeria Fedeli, in un’ intervista a Radio 24. Entro quella data, dunque, i genitori di bambini tra 0 a 6 anni iscritti ai servizi scolastici – comprese le scuole private non paritarie – dovranno dimostrare, anche con autocertificazione, che i figli sono stati vaccinati. La scadenza per gli altri gradi d’ istruzione è invece fissata al 31 ottobre. «Sono sufficientemente ottimista» ha spiegato Fedeli. «Durante il dibattito, anche acceso e contrastato, sui vaccini si è diffusa una maggiore consapevolezza sulla loro importanza, soprattutto tra le giovani coppie. Quello che casomai mi preoccupa un po’- ha aggiunto – sono i tempi e le condizioni burocratiche per le quali i genitori devono fornire le pezze d’ appoggio». Tuttavia, ha rassicurato il ministro, gli uffici scolastici provinciali e regionali sono al lavoro «con gli enti locali ma anche con il servizio sanitario nazionale per facilitare l’ acquisizione di documentazione da parte dei genitori». L’ accesso ai nidi e alle scuole dell’ infanzia, ha detto ancora Fedeli, sarà garantito anche ai figli di chi presenterà soltanto la prenotazione per effettuare le vaccinazioni: ci sono casi, ha ricordato Fedeli, in cui «può succedere che ci sia stata la richiesta ma la struttura sanitaria abbia dato appuntamento fra due mesi». Al contrario, chi «non ha fatto le vaccinazioni e non le ha richieste, non entra nella scuola 0-6, mentre nella scuola dell’ obbligo sì» ha aggiunto il ministro, prima di concludere con un invito: «Se un genitore non ha fatto vaccinare il proprio figlio e continua a mantenere un atteggiamento contrario, il lavoro più importante da fare» secondo Fedeli «è convincerlo sull’ importanza del vaccino per il proprio figlio e per il bene della comunità». Un punto di vista diverso da quello del ministro è però quello del Codacons: per l’ associazione dei consumatori, la legge sull’ obbligo vaccinale «ha provocato una confusione senza precedenti, gettando nel caos le amministrazioni pubbliche e creando disagi» a famiglie, insegnanti e scuole. E anche Michele Emiliano, presidente della regione Puglia, ha definito la legge «un errore politico molto grave»: «Ciò che prima era normale e ben accetto dalle famiglie – ha detto Emiliano – grazie a questa legge che sottopone le famiglie a sanzioni e addirittura alla non iscrizione a scuola, sta provocando l’ effetto contrario». «Adesso – ha concluso – stiamo cercando di dare assistenza alle famiglie, e di trovare la maniera migliore di applicare una legge di cui non si sentiva il bisogno».
