26 Marzo 2014

Vaccini, Lorenzin ai pm: è argomento da scienziati

Vaccini, Lorenzin ai pm: è argomento da scienziati

TRANI – Prima l’ attacco del ministro della Salute Beatrice Lorenzin alla magistratura di Trani ritenuta responsabile di generare allarmismi con indagini che vanno «contro le evidenze scientifiche». Poi la risposta del Codacons che ha definito le dichiarazioni del ministro «gravissime», annunciando un ricorso al Tar contro le vaccinazioni obbligatorie. È scoppiata la polemica sull’ inchiesta avviata qualche giorno fa dalla Procura di Trani sul presunto nesso tra autismo e vaccini. Dopo la denuncia dei genitori di due minori ai quali è stata diagnosticata una sindrome autistica ad insorgenza post vaccinale, il pm Michele Ruggiero ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di lesioni colpose gravissime, al momento a carico di ignoti. I carabinieri del Nas hanno già eseguito le prime ispezioni ad Andria e a Barletta. I militari hanno acquisito il piano nazionale dei vaccini e il calendario delle vaccinazioni obbligatorie e facoltative per l’ età evolutiva, per capire quale sia la composizione dell’ antidoto, quali i suoi produttori, e accertare l’ esistenza di casi di patologie autistiche insorte dopo la somministrazione del medicinale negli ultimi cinque anni. Intanto ieri, a margine di un incontro sulla cannabis con gli studenti dell’ Istituto Massimo di Roma, il ministro della Salute Lorenzin è intervenuto sul caso, ricordando che: «Le evidenze scientifiche non le fanno i tribunali, ma gli scienziati con ricerche e approfondimenti». Ha espresso inoltre preoccupazione per le conseguenze che potrebbe avere una campagna anti vaccinale, ossia i rischi altissimi che corrono i bambini. «Non è il momento di fare allarmismi – ha aggiunto Lorenzin – sulla presunta correlazione tra autismo e vaccini si è discusso molto, l’ allarmismo comporta danni alla salute, hanno ragione i pediatri a chiedere chiarezza». Infine ha lanciato un monito: «Prima di fare campagne contro i vaccini bisogna essere veramente certi». Non si è fatta attendere la risposta del Codacons. «La somministrazione polivalente dei vaccini come avviene nel nostro Paese non è affatto esente da rischi per la salute dei bambini – ha replicato il Codacons – perché può comportare danni da sovraccarico e shock del sistema immunitario». Le evidenze scientifiche, quindi, «a differenza di quanto sostiene il ministro della Salute – hanno continuato dall’ associazione – sono tutt’ altro che compatte nel riconoscere l’ assoluta bontà dei vaccini». Da qui la decisione del Codacons di presentare un ricorso al Tar del Lazio per sospendere la somministrazione del vaccino esavalente e limitare la fornitura ai soli 4 previsti dalla legge, «con risparmi pari a 114 milioni di euro annui per la collettività», hanno concluso i rappresentanti dei consumatori. Sulla stessa linea del ministro, invece, la Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), anche questa intervenuta nella polemica. «Le famiglie sono oggi più che mai disorientate di fronte alle molteplici informazioni, non sempre fondate, che girano sui vaccini», fa sapere la società in una nota. La Siti ha ricordato il caso del medico inglese Andrew Wakefield, nel 1998, poi radiato dall’ albo dei medici britannico, che in una pubblicazione sulla rivista scientifica Lancet , sosteneva che il vaccino trivalente fosse causa di infezioni intestinali, a loro volta legate alla sindrome di Kanner, meglio nota come autismo. Fu poi la stessa rivista a ritirare lo studio sui possibili collegamenti tra autismo e vaccino. Valentina Marzo  RIPRODUZIONE RISERVATA.

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