8 Settembre 2017

Vaccini, la “tregua” di Zaia: sospesa la moratoria di 2 anni

il governatore: «non ci abbiamo ripensato per nulla, lasciamo solo l’ interpretazione al consiglio di stato» caos anche in sicilia, tra tre giorni scadono i termini
Sui vaccini salta il braccio di ferro tra il governatore del Veneto, Luca Zaia e il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: niente moratoria di due anni per chi non è in regola con i vaccini obbligatori per andare a scuola (il termine scade lunedì). Ma non è una resa e tantomeno un dietrofront, fanno sapere dalla Regione Veneto. «Zaia ci ripensa? Sospensione non vuol dire dietro front», sottolineano. «Anzi, ora c’ è il più alto giurì amministrativo che dovrà pronunciarsi sull’ interpretazione di una legge che palesemente non è stata costruita bene, al punto che una circolare ministeriale ha dovuto correggere in 2017 l’ unica data che era presente», viene fatto notare. Quella della sospensione del decreto della regione, anzi, voleva essere un atto di “cortesia” istituzionale, dopo la lettera dei ministri della Salute, Beatrice Lorenzin, e dell’ Istruzione, Valeria Fedeli, i cui toni mercoledì erano stati definiti dallo stesso presidente Luca Zaia «costruttivi». «La sospensione è stata fatta perché due Ministri, consapevoli che c’ è un baco evidente nella legge, segnalato già dai giuristi sui giornali alcune settimane fa, ci hanno invitato a farlo. Ma la moratoria non se l’ è inventata il Veneto, è nella legge», è la ricostruzione che arriva dalla Regione. Si trattava, dunque, di un «atto di pace», perché se si fosse andato allo scontro «probabilmente avremmo avuto una sospensiva, che sarebbe deflagrata in tutto il territorio nazionale». Anche – e da palazzo Balbi confermano il proprio modello sanitario, simile a quello di altri paesi europei – «in quelle Regioni dove un’ anagrafe vaccinale non esiste, e i dati sono di fatto autocertificati. Regioni dove magari l’ obbligatorietà servirebbe davvero». Altro che dietrofront, dunque: l’ esultanza del ministro Lorenzin è stata accolta «con un sorriso ironico: ci vedremo davanti al Consiglio di Stato e chissà chi avrà ragione». Per una vicenda che si risolve (per il momento) un’ altra però se ne crea. Il Codacons denuncia infatti il «caos vaccini in Sicilia e chiede alla regione e al ministro della Salute Beatrice Lorenzin di prorogare fino al 2019 le disposizioni sulle vaccinazioni in Sicilia». Il segretario nazionale Codacons Francesco Tanasi, infatti, «ha seguito il caos vaccini generato dal decreto Lorenzin, che ha comportato la chiusura di diversi ambulatori vaccinali anche per mancanza di personale e ha creato numerosi momenti di tensione spesso sfociati in aggressioni fisiche e verbali nei confronti dei medici degli ambulatori». «Lo Statuto Speciale riconosce, all’ Assemblea Regionale ampia autonomia in alcune materie come la sanità» ha detto Tanasi. Pertanto «la deroga si rende assolutamente necessaria per arginare il caos nelle iscrizioni a scuola e asili causato da una legge, quella voluta dal ministro Lorenzin, varata in fretta e furia, piena di errori e zone grigie».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this