13 Dicembre 2009

Vaccini, esposto del Codacons “Valutare se c’è sperpero di denaro”

 
NUOVA INFLUENZA IL CODACONS presenterà un esposto alla Corte dei Conti perché valuti se vi sia stato o vi sarà sperpero di denaro pubblico per la campagna vaccinale (Torres) dell’influenza A. Finora le vittime in Italia sono 142.

 
 EPPURE all’inizio i vaccini non bastavano. Eppure a metà novembre erano 16mila, sulle 18mila inviate, le dosi di siero contro il virus A H1N1 utilizzate. Eppure c’erano stati gli appelli dei medici di famiglia: servono più flaconi, non se ne esce. E adesso, che il picco della nuova pandemia è scivolato via e i ricoveri in ospedale sono sostanzialmente azzerati, la situazione è ribaltata: i vaccini ci sono e sono inutilizzati. Almeno diecimila quelli fermi negli armadietti dell’Ausl. Uno spreco di soldi pubblici e un flop senza senso, all’apparenza: per le dosi per cui prima c’era la ressa, con giornate intere di coda negli ambulatori di via Beretta a caccia del vaccino contro la nuova influenza, ora è il vuoto quasi pneumatico. Motivo? «ABBIAMO rivisto l’organizzazione e ridotto gli orari di apertura per le vaccinazioni fa il punto Orazio Buriani, direttore del dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl . Concretamente saranno attorno alle diecimila unità i flaconi inutilizzati. Domani avremo un incontro in Regione e stabiliremo il da farsi. E’ chiaro però che le ultime due forniture da 5-6mila vaccini sono state sostanzialmente inutili: abbiamo poca richiesta e dunque le vaccinazioni non sono state praticamente effettuate». Anche dal punto di vista del personale la situazione è complessa: molte ferie erano state sospese, molti contrattisti erano stati ingaggiati’ e la spesa di alcune centinaia di migliaia di euro alla fine potrebbe rivelarsi in parte senza senso. Idem il blocco dei ricoveri programmati. Quello che sorprende, e che ha lasciato di stucco anche i sanitari è stata la completa inversione di rotta sul fronte delle vaccinazioni. Col risultato che in alcune giornate le aperture straordinarie degli ambulatori di igiene pubblica è quasi superflua. «Dove prima avevamo un sacco di gente e tante code ragiona Buriani adesso c’è una problematica opposta». Secondo il direttore della Sanità pubblica dell’Ausl, referente ferrarese per quanto riguarda la nuova pandemia, è tutto semplice: «Perché il vaccino non ha avuto il successo sperato? Intanto perché all’inizio è stata messa in circolo la voce che il vaccino faceva male. Questo non è vero e ha sicuramente impedito una corretta informazione. Poi è stato detto che il virus era mutato: altro elemento non corretto, e dunque altre vaccinazioni in meno. Infine molti medici hanno sconsigliato le vaccinazioni o, se non l’hanno fatto, c’è stato chi ha detto che il picco era passato». Questi elementi, sommati l’uno all’altro, portano secondo Buriani a una «disinformazione che ha impedito lo sviluppo di una capillare campagna vaccinale». Il direttore spiega che «l’Ausl e la Regione si sono impegnate al massimo, con incontri e campagne ad hoc, ma alla fine il risultato non è stato quello sperato». In primis la tirata d’orecchie va, secondo gli esperti, proprio ai medici: all’ospedale Sant’Anna sono state usate 800 dosi su 1077 ma in totale i dipendenti sono oltre 2800. «Siamo quindi ben lontani dalla copertura dell’80% degli operatori fissata», ragiona Buriani. A INQUIETARE maggiormente è che delle cosiddette categorie a rischio 8le persone sono state convocate con una lettera dall’azienda sanitaria) «meno del 30% ha risposto alla vaccinazione» e dunque ci troviamo con un’ampia fascia di popolazione sguarnita da una importante difesa. «Ci prepariamo al freddo e a giorni di grande rigore, con dunque possibilità facilissima di malattia e di contagio spiega Buriani . Cosa accadrà? Se non ci sarà un altro picco tutto bene. Ma se invece il picco ci sarà e sarà più pesante del primo? Cosa faremo? Non voglio fare polemica ma solo ritrarre la realtà dei fatti».  IL CODACONS ha deciso di presentare un esposto alla Corte dei Conti perché valuti se vi sia stato o vi sarà sperpero di denaro pubblico in relazione alla campagna vaccinale contro l’influenza A. Ne dà notizia in una nota l’associazione dei consumatori, nel sottolineare che il picco dell’influenza, infatti, è ormai stato raggiunto in tutta Europa da settimane e le dosi di vaccino distribuite sono poco più di 5 milioni, contro i 48 milioni di cittadini che all’inizio di questa estate il ministero della Salute sembrava voler immunizzare.  Indagini apposite verranno estese a ogni Asl: «Se dopo mesi dall’inizio della campagna vaccinale nota il Codacons sono stati distribuiti poco più di 5 milioni di dosi di vaccino e sono state utilizzate circa una dose su 70 ordinate, quando finirà la distribuzione di tutte le dosi fatte produrre dall’industria farmaceutica? Quando finiremo di vaccinarci? Ma, cosa ancora piu’ importante, avrà ancora senso vaccinarsi nel 2010?».
 

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