21 Gennaio 2021

Vaccini, è guerra Stati-big pharma: i tagli alle dosi violano gli accordi

 

di Marco Capponi È sempre più braccio di ferro tra Pfizer-BioNTch e i Paesi europei dopo che le due società hanno tagliato inaspettatamente le consegne delle dosi del loro vaccino, rallentando in maniera drammatica i piani di vaccinazione nazionali. In prima linea c’è proprio il governo italiano, che ha chiesto all’Avvocatura Generale dello Stato di valutare i profili di responsabilità di Pfizer, e vedere se ci sono i presupposti per un’azione legale contro la società, che darebbe seguito agli esposti presentati negli scorsi giorni dal Codacons per abuso di posizione dominante.

Ma l’Italia non è sola in questa battaglia: il Land tedesco di Amburgo ha infatti comunicato che la metropoli tedesca ha ricevuto meno dosi rispetto al previsto: nelle fiale spedita in Europa dalle aziende, infatti, c’è siero sufficiente per estrarre cinque dosi del vaccino, con una quantità extra per somministrarne una sesta (meccanismo precauzionale approvato dall’Ema), che però non è pervenuta alle autorità del Land tedesco. Pfizer e BioNTech infatti starebbero tagliando il numero di fiale inviate, sottolineando che nei contratti si parla di dosi e non di flaconcini. Laconica, la Pfizer ha risposto alle obiezioni dicendo che la distribuzione del farmaco avverrà in linea con gli accordi siglati con governo e autorità di regolamentazione.

L’esecutivo italiano ha lamentato di aver ricevuto la comunicazione del taglio delle dosi solo lo scorso venerdì, per poi ricevere il martedì successivo l’informazione che ci sarebbe stata un’ulteriore riduzione la prossima settimana. “Il governo è preoccupato e allarmato”, ha riferito un portavoce, “e deplora la condotta della società”, che avrebbe deciso unilateralmente di tagliare la fornitura ad alcune regioni piuttosto che ad altre. Un’avvertenza condivisa da Fondazione Gimbe, per la quale è importante monitorare non tanto il numero di dosi somministrate (al 20 gennaio oltre 1,2 milioni), ma il totale delle persone che hanno completato il ciclo vaccinale: solo 9.160, mentre a ricevere la seconda dose avrebbero dovuto essere in 13.534.

A far da paciere, il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, che ai microfoni di Radio Cusano Campus ha precisato: “Non c’è motivo di allarmarsi per la riduzione delle dosi distribuite da Pfizer-BionTech in questa e nella prossima settimana”. L’Ema, secondo Sileri, avrebbe spiegato chiaramente “come i disguidi e gli slittamenti siano dovuti al fatto che l’azienda sta cercando di aumentare la produzione e, a fronte dei molti ordini ricevuti, non abbia avuto la possibilità di fare scorte di materie prime”. L’auspicio è quello di un aumento considerevole delle inoculazioni a partire da febbraio.

Sul fronte scientifico, al contempo, continuano ad arrivare buone notizie: la società di diagnostica Qiagen ha confermato l’efficacia dei suoi test molecolari nel rilevare le mutazioni note del Covid-19 in modo efficace. L’azienda ha anche sottolineato che un ulteriore sequenziamento genomico dei campioni di SARS-CoV-2 in tutto il mondo dovrebbe contribuire a identificare e rispondere a varianti pericolose del virus e ad ampliare il database a supporto delle verifiche sull’efficacia di vaccini e test. (riproduzione riservata)

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