Vaccini, dopo il decreto in Sicilia boom di profilassi La pediatra: «Una vittoria ma bisogna fare di più»
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fonte:
- La Sicilia
Antonio FiasconaroPalermo. Il recente decreto legge sui vaccini operativo dal prossimo anno scolastico ha scosso le coscienze di tantissimi genitori siciliani. In appena due giorni dalla diffusione delle notizie relative alla nuova campagna vaccinale – alle quattro dosi già previste come obbligatorie, ovvero difterite, poliomelite, epatite B e tetano, da settembre si aggiungo anche morbillo, rosalia, parotite, varicella, pertosse, meningococcicaC, haemophiusinfluenzae tipo B, meningococcica B – sono stati tantissime le mamme che hanno preso d’ assalto i centri vaccinali delle 9 Asp per sottoporre a profilassi i propri figli per non incappare, come è stato deciso dal Consiglio dei ministri nella “mannaia” di eventuali sanzioni pecuniarie e alla denuncia ai Tribunali dei minori.Senza profilassi, infatti, da 0 a 6 anni, non sarà possibile iscrivere i bambini agli asilo nido e, quindi, di conseguenza scatteranno per i genitori per gli inadempienti, in particolare per i minori da 6 a 16 anni che non saranno vaccinati e che le scuole verificheranno la non applicazione nei libretti di vaccinazione, scatteranno multe salatissime che variano da un minimo di 500 a un massimo di 7.500 euro.Per alcuni questo è un deterrente importante per mettersi in regola alla profilassi, altre mamme e papà che abbiamo avuto modo di incontrare in alcuni centri vaccinali dell’ Asp di Palermo, si tratterebbe di “imposizioni incostituzionale”, così come evidenziato dal Codacons che ha già annunciato di impugnare il decreto firmato dal ministro Beatrice Lorenzin.«Per noi pediatri è stata una grande vittoria per la sensibilizzazione alla profilassi – sottolinea Milena Lo Giudice, pediatra palermitana, componente del tavolo tecnico del Comitato regionale dei vaccini e responsabile per la Regione del Centro studi e ricerche della Federazione italiana medici pediatri – però con la coercizione vaccinale potremmo avere un effetto contrario. Per noi pediatri di libera scelta ci sarà lavoro in meno perché lavoreranno di più gli addetti dei centri vaccinali territoriali, ma allo stesso tempo è una sconfitta della civiltà. Però se devi compiere una scala di valori, la vita dei bambini viene prima della libertà di coscienza. Occorre lavorare molto nella coscienza dei genitori. Fare informazione e cercare loro di allontanarli dai falsi miti e dalle false notizie che vengono diffusi dai social e da altri mezzi di informazione di internet». La Lo Giudice, tra l’ altro è fortemente convinta che occorre lavorare sul campo con coloro i quali ancora oggi, e fanno male, si affidano per curarsi al “fai da te” al “passa parola” e alle notizie diffuse da Facebook.«Questo inverno – aggiunge la pediatra- stavo perdendo un mio piccolo assistito perché ha contratto la broncopolmonite a causa della non vaccinazione al morbillo da parte della madre che non l’ aveva contratto e che di conseguenza ha provocato delle carenze immunitarie fin dalla nascita al figlio. Occorre, quindi maggiore attenzione e consapevolezza dei rischi a cui si va incontro se non ci si vaccina».La paura per alcuni genitori fa “90”, per altri invece, bisogna attendere il mese di settembre e verificare cosa accadrà quando ci si dovrà mettere in regola con le vaccinazioni, com’ era nel passato, per poi poter accedere alla frequenza scolastica.Ma non mancano quei medici, ma anche quei genitori che, malgrado le eventuali sanzioni, continuano a non ritenere obbligatori alcune vaccinazioni.«Dodici obbligatori – sottolinea a bassa voce una mamma incontrata in un centro vaccinale del Palermitano – sono troppi. Io avrei incluso assieme ai quattro già previsti dal calendario il morbillo e per gli altri il sistema consigliabile. Ho timore che tanti siciliani si opporranno e scatteranno i ricorsi, anche se con la salute dei bambini non si scherza».
antonio fiasconaro
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