Vaccini, decine di bimbi respinti dagli asili
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fonte:
- Il Resto del Carlino
presidi inflessibili da milano alla sardegna. ira dei genitori: «non fate gli sceriffi»
Veronica Passeri ROMA QUATTRO bambini respinti all’ ingresso degli asili nido e delle materne comunali a Milano, altrettanti a Sulmona, tre nel Lazio. Situazione più grave in Sardegna, dove decine di alunni hanno trovato la porta di scuola sbarrata. Chi non è in regola con il calendario vaccinale rischia ora di essere rispedito a casa. E così è stato tra polemiche, disguidi, con un gruppo di genitori pronto a impugnare le sanzioni amministrative e fare ricorso. DA UNA REGIONE all’ altra regna l’ incertezza, basti pensare che in Sicilia, per decisione dell’ assessore regionale alla Formazione, i presidi potranno prendere i bambini non vaccinati fino al 31 marzo, contro la scadenza del 10 marzo prevista in tutta Italia. A Milano su 33mila iscritti agli asili della città, sabato erano 40 i bimbi non in regola, ieri 30 di loro si sono presentati con il certificato o con l’ appuntamento fissato al centro vaccinale. Altri 5-6 erano assenti e 4 sono stati respinti. A Sulmona i genitori di alcuni bambini esclusi hanno dato mandato ai legali chiedendo che i loro figli vengano riammessi «perché entro la scadenza del 10 settembre 2017 le famiglie non hanno mai firmato e depositato all’ Istituto scolastico la dichiarazione sostitutiva dell’ atto di notorietà prevista dal decreto Lorenzin» e si è optato «per il deposito formale di richiesta di vaccinazione alla Asl territorialmente competente». ALTRI GENITORI si sono ribellati al mancato ingresso dei loro piccoli a scuola osservando che nella circolare ministeriale (Miur-Salute) non si dice nulla sulla frequenza durante i 10 giorni che intercorrono dalla scadenza del 10 marzo dopo la quale scatta la lettera alla famiglia e quella per dare una risposta alla sollecitazione. «Solo dopo la scadenza di quel termine la scuola può disporre l’ allontanamento del bimbo con un provvedimento scritto – spiega un padre – che può essere impugnato dai genitori. Non è che la maestra si mette a fare la gendarme all’ entrata della scuola materna». Aggiunge il Moige: «I presidi non facciano gli sceriffi». Ci sono stati, poi, alcuni casi segnalati a Cagliari di famiglie che si sono viste rifiutare l’ ingresso a scuola «solo perché vittime della burocrazia e della disorganizzazione» visto che i dati delle aziende sanitarie sui vaccini sono stati incrociati con le scuole «dopo e non prima la scadenza del termine per la presentazione del certificato». C’ è anche chi, come una mamma sarda, ha raccontato di aver completato i vaccini a settembre ma «siccome mancava la certificazione dell’ Asl il bimbo di 4 anni non è stato fatto entrare». INFINE il Codacons ha presentato una diffida alle Asl di tutta Italia e un esposto a 104 procure per chiedere che si evitino abusi sui dati sensibili dei minori. Nonostante il Garante della Privacy abbia di recente espresso «parere favorevole al modello regolamentare di flussi dei dati Asl/scuole» il Codacons sottolinea che «tale parere non può in nessun caso violare i principi fondamentali del Codice della Privacy». «Si stanno creando discriminazioni nei bambini sottoposti a obbligo vaccinale da regione a regione, da un comune all’ altro – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – per questo chiediamo alle Procure di aprire inchieste sul territorio verificando eventuali abusi da parte delle Asl e accertando se le minacce di alcune scuole possano configurare il reato di violenza privata». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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