Vaccini, c’ è chi dice no
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fonte:
- L`Unione Sarda
Mentre a Roma si lanciano le bombe carta contro la ministra Lorenzin e sui social i due schieramenti pro e contro vaccini si fronteggiano a suon di minacce, Cagliari risponde al richiamo nazionale del “free vax”. «Libertà di scelta», rivendica in un caldissimo sabato, alle 13 esatte come nel resto d’ Italia, il popolo sardo dei “Vaccipiano” di fronte al palazzo della Regione. «Non siamo i genitori anti-vaccini», mette le mani avanti Chiara Cattò, portavoce del movimento spontaneo nato sui social. Per la prima uscita pubblica, ieri da piazzale Trento, hanno sfilato in 350-400, tra adulti e bambini in piedi e sui passeggini, sino a piazza del Carmine. «Non siamo gli anti-vax», precisano tenendosi lontano dalle minacce su facebook contro l’ immunologo Roberto Burioni, star del web nella battaglia pro-vaccini. Il medico, cui si deve il merito di aver smascherato tante bufale antiscientifiche sui social, sarà ospite, il 30 luglio ad Alghero, del festival “Sulla terra leggeri” di Flavio Soriga. Appuntamento molto atteso per parlare di vaccini e, chissà, forse per allontanare le tensioni degli ultimi tempi. LA MANIFESTAZIONE La marcia di Vaccipiano, ieri a Cagliari in contemporanea con altre città italiane, è per dire «no ai vaccini obbligatori» e protestare contro il decreto legge del governo che dal prossimo anno li renderà obbligatori, includendone anche alcuni finora solo consigliati, per i bambini che vanno a scuola. «Moltissime persone qui in piazza hanno figli vaccinati – chiarisce la referente – chiediamo però che la scelta non venga imposta dall’ alto e che ci lascino la libertà di scegliere il meglio per i nostri figli, decidendo, caso per caso, a quali vaccini sottoporli, in modo responsabile. E per essere responsabili dobbiamo essere informati e, quindi, avere accesso ai dati Aifa sulle reazioni avverse dei vaccini e che solo grazie a Codacons siamo riusciti ad avere». LA PIAZZA Ci sono tante mamme e papà. «Io sono qui come cittadino», dice Enrico Piludu lasciando spiegare il perché al cartellone appeso al collo, “Se c’ è rischio di errore decide il genitore”: «La gente non accetta queste imposizioni, siamo maggiorenni da un pezzo». E Ambra Todde, alla guida del gruppo di Olbia, è tra le più arrabbiate. «Come genitori rivendichiamo il diritto di decidere, questo decreto è ingiusto e illegittimo». E Giorgio taglia corto: «Il discorso è serio, non si affronta con l’ arroganza della ministra della Salute: vogliono i nostri figli clienti a vita delle industrie farmaceutiche». LE TESTIMONIANZE Gabriella Usai racconta la sua esperienza: «Non vaccinerò la mia terza figlia, dopo quello che ho passato con il vaccino esavalente dell’ altro mio figlio: ora ha 14 anni, e dopo il richiamo non è stato più lo stesso. Ho chiesto che la sorella facesse solo i quattro vaccini obbligatori e non i due aggiunti nell’ esavalente ma non mi hanno ascoltato. Non siamo contro i vaccini ma abbiamo bisogno di risposte». Per tutti, «i nostri figli non sono un gregge da vaccinare», «ogni bambino ha la sua storia». Come quella di Vincenzo (nome di fantasia) raccontata dalla mamma: «Dopo quel richiamo a 18 mesi ha smesso di guardarmi negli occhi, non ha più parlato, ha cominciato a sbattersi la testa al muro. Per questo il secondogenito non l’ ho vaccinato». I MEDICI Sono giorni di fuoco per chi si occupa di sanità. Giorgio Pusceddu, pediatra a Oristano, è il referente regionale per i vaccini della Fimp: «La mancanza di informazione genera paura: l’ obbligo di vaccinarsi è legato alla prevenzione di malattie, per le quali si muore. Il fatto è che si è persa la cognizione della pericolosità di queste malattie». Gabriele Putzolu, presidente della società dei pediatri di famiglia, invita le famiglie ad aver fiducia nel parere del proprio medico e mette in guardia sulla mancanza di copertura dei vaccini in età pediatrica: «Stare al di sotto della soglia di sicurezza significa andare incontro a gravi conseguenze». Carla Raggio.
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