2 Giugno 2017

Vaccini: bombe carta e volantini con minacce contro la ministra Lorenzin

Maria Emilia BonaccorsoRoma. Due piccole bombe carta e volantini contro la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, per i vaccini sono stati trovati ieri all’ esterno degli ex distretti Asl di Ponte San Pietro e Sant’ Omobono Terme, in provincia di Bergamo. Gli ordigni contenevano chiodi e sono stati trovati già esplosi. Non hanno provocato alcun danno. Gli episodi sono rivendicati dal Mab, Manipolo avanguardia Bergamo, una formazione di estrema destra. Su uno dei lati dei volantini c’ è una foto della stessa Lorenzin con una grossa siringa in mano e, alle spalle, tanti zombie. Sotto la scritta “Educazione preparazione azione”. Sul retro si legge: «Avete voluto sfondare le porte delle nostre case. Noi veglieremo sulle vostre. Il fuoco dei roghi divampa mentre la nostra fiamma illumina la verità, in attesa del soffio del popolo che tutto purificherà. Per il progresso scientifico contro la dittatura medica, per la libertà di scelta vaccinale». Il Mab è un gruppo di estrema destra che si era reso già protagonista di alcuni episodi contro le vaccinazioni, tra cui l’ affissione di alcuni striscioni nella Bergamasca.Sull’ episodio indagano sia i carabinieri di Bergamo che la Digos della questura: gli inquirenti minimizzano sul potenziale delle due bombe carta, di dimensioni molto contenute e che non hanno provocato alcun danno.Solidarietà alla ministra è stata espressa dal direttore Melazzini che in tweet scrive: «Venne minacciata per il no a Stamina. il tempo dice chi ha ragione. Io a fianco del ministro nella giusta battaglia per i vaccini». Intanto, l’ Aifa scrive la parola fine sulla polemica sui vaccini tra il 2014 e il 2015, sostenendo che nessuna morte è stata accertata per le vaccinazioni e che le reazioni sospette avverse gravi di vario tipo sono state 871 nel 2014 e nel 2015 sono state 526, ma nessuna ha fatto scattare l’ allarme perché si trattava di reazioni considerate già note, oppure perché in alcuni di questi casi si è verificata l’ assenza del legame con le vaccinazioni. Dopo mesi di polemiche sull’ assenza di questi dati in seguito alle richieste del Codacons, sfociate in reciproche denunce, l’ Agenzia del farmaco rende note le segnalazioni di farmacovigilanza. Segnalazioni che sono in forte aumento anche per il rafforzamento della farmacovigilanza, cioè delle segnalazioni da parte dei medici e anche dei cittadini. Una registrazione di tutto cioè che accade ma che poi deve essere verificata. Per nessuno di questi casi è scattato l’ allarme europeo, tranne che nel caso del vaccino antinfluenzale Fluad (scattato nel novembre 2014) che è stato discusso a livello europeo con una «assoluzione» finale che ha escluso un aumento del rischio di morte legato all’ utilizzo di quel prodotto. Il Rapporto sorveglianza post-marketing dei vaccini per gli anni 2014 e 2015 è una fotografia dello status delle segnalazioni sulla sicurezza dei diversi tipi di vaccini. Più precisamente nel 2014 le reazioni sospette segnalate con presunto esito fatale hanno riguardano 69 casi: 67 anziani di età fra 67 e 95 anni, con età media 83 anni (31 di sesso maschile e 36 di sesso femminile) e due bambini di 2 e 3 mesi, entrambi vaccinati con esavalente e antipneumococco 13. Ma per nessun caso c’ è stata certezza di correlazione con il vaccino. Per i due bambini in un caso è stata poi esclusa la relazione con il vaccino, mentre nell’ altro caso per l’ Aifa non emergono dati sufficienti per accertarne il legame. Per il 2015 sono stati segnalati 9 casi di morte, 3 bambini e 6 adulti (in tutti i casi il vaccino sospetto è un antinfluenzale) tra 77 e 92 anni. Di questi ultimi per 5 è stato escluso il rapporto con il vaccino mentre per uno non c’ erano prove sufficienti. Nessuna relazione accertata anche per i tre bambini (due di 2 mesi, e uno di 13 anni). In particolare il bambino di 13 anni è morto di meningite, seppur vaccinato, perché «non sufficientemente vaccinato». «Nessuna correlazione tra morti e vaccini, e le segnalazioni su reazioni avverse sono aumentate solo perché la farmacovigilanza messa in rete da Aifa, Regioni, Istituto superiore di sanità e ministero della Salute funziona sempre meglio e prende in esame anche gli episodi apparentemente meno rilevanti, per studiarli con attenzione e approfondire. Col solo obiettivo di tutelare il cittadino», conferma il direttore generale di Aifa, Mario Melazzini. «I vaccini sono farmaci e tutti i farmaci possono provocano una reazione avversa, perché se così fosse non avrebbe una reazione e il farmaco non agirebbe – aggiunge Stefano Vella, neopresidente Aifa -. Ma sono fra i farmaci più sicuri, di più rispetto ad altri che utilizziamo frequentemente come gli antinfiammatori».
maria emilia bonaccorso

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