18 Gennaio 2021

Vaccini, al via i richiami Le polemiche sui ritardi

 

Ci sono due date cerchiate in rosso sulla road map della campagna vaccinale italiana contro il Covi Lunedì 25 gennaio, quando dovrebbero tornare regolari le consegne di Pfizer venerdì 29, quando l’Agenzia europea del farmaco deciderà sul via libera all’antidoto di AstraZeneca ha costi di sviluppo inferiori e non richiede temperature eccessivamente basse per conservazione e trasporto, ma sono state condotte poche sperimentazioni sugli anziani, quindi il timore è che possa essere autorizzato solo per la popolazione under 5 Se AstraZeneca sarà disponibile «senza condizioni particolari, avremo altri 40 milioni di vaccini, 16 milioni nel primo trimestre del 2021 – ha calcolato il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, ospite di Domenica In -, e potremo accelerare la campagna vaccinale, anticipando ad esempio i soggetti fragili tra i 60 anni e altre categorie a rischio». Intanto lo scenario è reso incerto anche dal rallentamento nelle consegne di Pfizer che promettono all’Ue di limitare a una settimana il ritardo. All’Italia oggi arrivano 39 dosi (calcolandone 6 per ogni fiala, anziché 5), 16 in meno di quelle pattuite (- 29 %). Di fronte al sospetto che quelle mancanti finiscano a Stati del Golfo pronti a pagare di più, Arcuri e ogni commento: «Posso fare un sorriso …». Contro la decisione unilaterale di Pfizer, il Codacons ha presentato un esposto a 104 Procure di tutta Italia e oggi ne invierà uno all’Antitrust europeo, per abuso di posizione dominante. La situazione preoccupa in particolare i governatori delle Regioni con i tagli più significativi. «È inaccettabile» – 53,8 % del Friuli Venezia Giulia, secondo il suo presidente, Massimiliano Fedriga: «Penso serva un riequilibrio, che il taglio venga spartito in modo equanime nel Paese». Le Province di Trento e Bolzano ne avranno rispettivamente il 60 % e il 57,1 % in meno, il Veneto il 52,5 %, la Sardegna la metà, la Puglia e la Calabria il 38,4 % in meno, la Toscana il 36 %, Lombardia il 26,8 % e il Lazio il 25 %. Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Umbria e Valle d’Aosta sono le uniche senza tagli nella distribuzione. In pratica, fino al prossimo rifornimento, l’Italia avrà disposizione circa 700 dosi. Le fiale in arrivo oggi, salvo imprevisti, permetteranno di non dover cambiare vaccino per il richiamo ricorrendo a Moderna, l’altro tipo di profilassi ora disponibile. Una soluzione «davvero sconsigliabile» per Arcuri, secondo cui «è bene» anche rispettare «l’intervallo di tre settimane fra prima e seconda dose». Finora si è marciato a 54 vaccinazioni al giorno (oltre 1,1 milione totali) e ieri in vari ospedali del Paese ci sono stati i primi richiami per chi ha partecipato il 27 dicembre al V- partire dallo Spallanzani di Roma (130 persone), dove è iniziata anche in via sperimentale la vaccinazione degli ultraottantenni. Per garantire il richiamo, in Toscana le vaccinazioni programmate sono slittate di qualche giorno, come in Emilia Romagna e Puglia. E anche il Lazio ha espresso timori. Nel suo piano per vaccinare 42 milioni di italiani, Arcuri ha assoldato pro bono un altro grande nome, dopo l’architetto Stefano Boeri: è il regista premio Oscar Giuseppe Tornatore, autore di tre spot della campagna, con le musiche di un altro premio Oscar, Nicola Piovani. «Le persone ancora incerte, che dicono di non volersi sottoporre al vaccino, non vanno colpevolizzate ma comprese e aiutate» di il regista

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