20 Ottobre 2004

Vaccini, accordo per abbassare i prezzi

Vaccini, accordo per abbassare i prezzi


Influenza, intesa di Sirchia con produttori e distributori: tagli del 25-40%. I farmacisti: rinunciamo a parte dei guadagni




ROMA – Negli Stati Uniti, dove scarseggia, una dose verrebbe pagata a peso d?oro e chi se la procura senza averne diritto rischia multe e galera. In Italia invece il vaccino antinfluenzale avrà un prezzo scontato. L?accordo raggiunto ieri tra ministero della Salute (attraverso l?Agenzia del farmaco, l?Aifa), aziende produttrici e distribuzione prevede che i prezzi siano abbassati secondo una forbice che va dal 25 al 40%. Ciò significa che se una fiala costava 11-15 euro, la troveremo nelle prossime ore a 6-8 euro, calcola Antonella Cinque, Aifa. L?operazione era già stata tentata dieci giorni fa, ma niente intesa. Il ministro Sirchia, partendo dal presupposto che i nostri listini sono tra i più alti d?Europa, è tornato alla carica e oggi firmerà l?ordinanza con le nuove disposizioni. Le sei industrie coinvolte si sono impegnate a comunicare di quanto sconteranno. Farmacisti e grossisti, che hanno già acquistato una considerevole quantità di scorte con i vecchi prezzi, perdono dunque parte del guadagno.



BEFFA – Una piccola beffa per tutti quei cittadini che con tempestività hanno comprato le fiale, in vendita da almeno una settimana. Hanno sostenuto una spesa superiore e i consumatori del Codacons chiedono che vengano rimborsati. «E? un ottimo risultato – commenta Sirchia -. Ringrazio chi ha collaborato. Ho posto con forza la questione. Abbassare i prezzi è la condizione necessaria per offrire la profilassi a tutti».
Stiamo parlando dei vaccini, disponibili in farmacia, a pagamento, al pubblico. La situazione resta invariata per quanto riguarda le confezioni distribuite attraverso Asl e medici di famiglia tra la popolazione a rischio: anziani di età superiore a 64 anni, bambini e adulti con malattie croniche, operatori di servizi socialmente utili. In Italia oltre l?80% delle dosi seguono questo secondo canale, che passa attraverso il servizio sanitario. Lo Stato acquista una fiala ad un prezzo limitato, 4,5 euro.



VANTAGGI – Quest?anno Sirchia ha voluto promuovere la profilassi anche nel resto della popolazione. I virus in arrivo non si annunciano particolarmente aggressivi perché piuttosto simili allo scorso anno. Però si vuole evitare il rischio di rimescolamento con eventuali virus dell?influenza aviaria, che sta imperversando in Tailandia e, in Asia, è passata all?uomo 36 volte. In ogni caso evitare il contagio è un vantaggio, da molti punti di vista. La malattia è debilitante, costringe a restare a casa circa una settimana ed è soggetta a complicanze. Nella Regione Lazio la campagna antinfluenzale si conclude il 30 novembre: «Abbiamo visto che ampliando la protezione fra i cittadini diminuiscono ricoveri, mortalità e affollamento nei pronto soccorso», dice l?assessore alla Sanità, Marco Verzaschi.


SODDISFATTI – L?accordo lascia tutti soddisfatti. Farmindustria: «Ci siamo impegnati a seguire le indicazioni proposte da Sirchia, per il futuro condividiamo la necessità di avviare un progetto strategico complessivo». L?intenzione è di spostare gli antinfluenzali dalla fascia C, dove il prezzo è libero, alla fascia A, dove deve essere negoziato.
«Malgrado la perdita economica abbiamo aderito alla richiesta del ministro – sottolinea il presidente di Federfarma, Giorgio Siri -. Il merito dell?accordo è soprattutto nostro». Rino Rappuoli, ricercatore di Chiron, unica industria che produce vaccini in Italia, contesta la nostra politica: «In Usa dove manca la metà delle scorte è un disastro. Ora si pentono di aver disincentivato l?iniziativa dei produttori. Lo stesso scenario prima o poi si ripresenterà da noi».
A Parigi ieri un altro vertice sui vaccini, ma per l?Aids. Per il nostro governo c?era il sottosegretario alla Salute, Antonio Guidi: «Questo farmaco non è più una chimera».

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