Vaccini a chiamata e «riserve» Così vincono lobby e furbetti
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fonte:
- Il Giornale
I l blogger non le manda a dire: «Io non sono un fanatico dei vaccini, aspetto naturalmente il mio turno come è giusto che sia, ma se ci sono delle regole vanno rispettate», firmato Orso Grigio. Lo pseudonimo dell’autore di questo post pubblicato il 10 marzo e scagliato contro i furbetti dei vaccini nasconde l’identità di Luciano Scanzi, padre dell’opinionista del Fatto Andrea Scanzi. Che dieci giorni dopo quel post si è vantato di essersi vaccinato saltando la fila in circostanze non proprio cristalline, ma giustificate dal fatto che, ha spiegato Scanzi jr., comunque «ne avevo diritto come caregiver che assiste i suoi genitori anziani e fragili». Chissà come l’ha presa papà Luciano, classe 1952, giubbotto di pelle e grinta da motociclista in bella mostra sul blog. Anche mamma Fiorella, del resto, come ha svelato Il Tempo, è tutt’altro che decrepita: ha 71 anni, tre in più del marito. il caso Scanzi – sui cui la procura ha aperto un fascicolo senza reati né indagati – è solo il termometro di una febbre da vaccino che ha scatenato le lobby di tutta Italia, inclusi i giornalisti, come la collega del Fatto Selvaggia Lucarelli che si era lamentata della mancata priorità per la categoria. Tutto normale: in fondo un po’ tutti gli ordini professionali e i sindacati si sono spesi in una gara di lobbismo vaccinale da quando una scellerata norma del piano Arcuri ha previsto tra le categorie a cui dare precedenza una voce omnibus: «Altri servizi essenziali», senza meglio specificare. così, quando in Toscana hanno iniziato a vaccinare magistrati, gli avvocati sono insorti: e perché noi no? A seguire sono arrivati anche i cancellieri. quel punto perché discriminarci, hanno chiesto i commercialisti? In Lombardia pare che abbia suscitato qualche invidia anche il fatto riportato dal Sole24Ore «che i professori dell’ambito delle scienze della vita abbiano ottenuto Pfizer mentre quelli di riferimento alla biologia Astrazeneca». Magistrati vaccinati anche in Puglia dove per molti anziani non ci saranno iniezioni fino a luglio. A Bologna e Reggio Emilia hanno protestato per la mancata priorità anche gli operatori per le pompe funebri. Nel Lazio sono stati vaccinati prima gli psicologi, incluso chi lavorava in un ufficio del personale, che i pazienti psichiatrici, pur considerati soggetti fragili. caos ha aperto la strada ai furbi. Come i nove magistrati dell’Antimafia la Dna, vaccinati con la scusa di averli scambiati per la Dia (forze dell’ordine resto chi non vorrebbe essere considerato essenziale, quando viene ritenuto tale anche Scanzi? Eppure tutte le nazioni che stanno vaccinando più rapidamente dell’Italia vedi Regno Unito e Israele, hanno usato come criterio di priorità solo l’età anagrafica. Semplicemente perché consente una programmazione più facile e si presta meno a interpretazioni e lobbismi, oltre a impattare di più sulla mortalità, visto che l’età è il principale fattore di mortalità da Covid. Il nuovo commissario, il generale Francesco Paolo Figliuolo, ha cambiato il piano rafforzando il criterio dell’età ed eliminando la categoria omnibus. Ma il nuovo piano non è stato recepito dalle Regioni come norma cogente. Andrebbe imposto per uniformare i criteri in tutta Italia. Eppure non è un caso che regioni come il Lazio da quando hanno rafforzato il criterio dell’età stiano vaccinando più spedite e vedano anche calare il numero delle vittime. Roberto Burioni ha lanciato un appello stile Churchill a fare come le barche civili che misero in salvo l’esercito inglese a Dunkerque: uno sforzo corale per vaccinare senza badare a ruoli e categorie. Ma da noi a Dunkerque avrebbero protestato i sindacati dei barcaioli, il Codacons avrebbe presentato un esposto e le navi sarebbero state multate perché non a norma.
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