13 Marzo 2018

Vaccini, 2 mila irregolari ma i tempi si allungano per “espulsioni” e multe

Sabato era l’ ultimo giorno per i genitori per presentare la certificazione dell’ avvenuta vaccinazione dei figli o la prenotazione dell’ appuntamento all’ Ulss per l’ adempimento degli obblighi vaccinali; i presidi avrebbero dovuto vietare l’ ingresso ai bimbi non in regola nei nidi e nelle materne. E così è avvenuto in alcune città italiane. A Vicenza, nel Vicentino e nel Veneto, i termini per i 2 mila bimbi, invece, sono slittati, e si può verosimilmente pensare che per questo anno scolastico sarà difficile che qualche bambino rischi di non entrare a scuola, o che papà e mamme vengano sanzionati per il mancato rispetto della legge.Improbabile anche che ci sia il tempo per farlo. È presto detto perché. I paletti temporali fissati dal decreto Lorenzin valgono per tutte le Regioni ma le procedure a disposizione sono due. L’ ultima circolare Miur-Ministero della salute del 27 febbraio, arrivata nelle mani dei dirigenti dell’ Ulss 8 ai primi di marzo, ha autorizzato le Regioni che abbiano istituito l’ anagrafe vaccinale informatizzata ad anticipare già in questo anno scolastico 2017/2018 la procedura semplificata in origine prevista dall’ anno scolastico 2019/2020, vale a dire il meccanismo che consente lo scambio diretto di dati tra Ulss e istituti.In altre parole, le famiglie non dovranno più fare niente. Penseranno a tutto aziende e scuole. Il Veneto è nel gruppo delle Regioni che si sono dotate dell’ anagrafe. Allora il calendario cambia e il 10 marzo perde ogni significato di inderogabilità. I genitori non sono tenuti a presentare alcuna carta.Toccava, invece, a dirigenti scolastici e responsabili di nidi e materne inviare all’ Ulss entro il 2 marzo l’ elenco degli alunni iscritti. A sua volta, l’ Ulss entro sabato avrebbe dovuto restituire alle scuole gli elenchi indicando bambini e ragazzi che non sono in regola, che non ricadono nelle condizioni di esonero o differimento, o non hanno ancora presentato richiesta di vaccinazione. A questo punto le nuove scadenze sono queste: entro il 20 marzo presidi e direttori dovranno invitare per iscritto i genitori degli inadempienti a depositare nel giro di dieci giorni la documentazione comprovante la vaccinazione effettuata, la richiesta già fatta all’ Ulss o l’ esonero, e poi, girare tutto entro il 30 aprile all’ azienda sanitaria. A questo punto l’ Ulss dovrà mettere in pratica gli adempimenti di competenza che porterebbero all’ esclusione della frequenza per i bambini fino a 6 anni e alla sanzione da 100 a 500 euro per i ragazzi delle scuole dell’ obbligo fino a 16 anni.Si usa il condizionale, perché a questo proposito la circolare ministeriale non è semplice da decifrare. Non si capisce a chi spetti la decisione di applicare le misure della non ammissione in aula e della multa. E a Roma nessuno ha ancora chiarito che cosa si intende per inadempiente, se cioè il bambino al quale manchi una sola vaccinazione debba essere messo sullo stesso piano di chi, delle dieci contemplate dall’ obbligo, non ne abbia fatta neppure una. In ogni caso, tutta la procedura, fra scadenze varie e burocrazia connessa, si concluderà a maggio inoltrato, quando, cioè, l’ anno scolastico è quasi alla fine, per cui sarebbe pressoché impossibile applicare fino in fondo la legge. Intanto l’ Ulss 8 sta completando le verifiche degli elenchi. Nella sede di via IV Novembre ci stanno lavorando a tempo pieno la responsabile del servizio igiene pubblica Paola Costa e la sua équipe. «Gli operatori – spiega la dottoressa Costa – hanno incontrato difficoltà nel formato del sistema da usare perché poi le scuole possano leggerlo correttamente. Ma stiamo provvedendo».Nel frattempo il Codacons ha presentato una diffida ad Asl e Ulss di tutta Italia e un esposto a 104 procure chiedendo che siano tutelati i diritti delle famiglie. Per l’ associazione le aziende sanitarie non possono trasmettere alle scuole dati sensibili sui bambini non vaccinati. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
franco pepe

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