18 Ottobre 2015

Vaccinazioni sotto quota 95%

Vaccinazioni sotto quota 95%
le ventilate sanzioni fanno discutere. l’ ordine dei medici: «caccia alle streghe»

Claudia Coletta ROMA L’ ipotesi di sanzioni per i medici e operatori che non sup portino adeguatamente la pratica vaccinale continua a far discutere. Getta acqua sul fuoco il Direttore generale del Ministero della Salute Ranieri Guerra, che invita a guardare piuttosto al calo allarmante delle vaccinazioni. «Ogni azione attuativa del piano – dice Guerra – è previsto che venga intrapresa con i medici, certamente non contro di loro. Parliamo piuttosto del dram matico calo di copertura vaccinale, le cui conseguenze tutti noi conosciamo bene e di cui abbiamo dibattuto nella formulazione del nuovo piano». «Se verrà in qualche modo confermata la sanzione per i medici», tuonano però i camici bianchi di Roma, «sarà respinta da tutta la categoria, poiché sarebbe l’ ennesima dimostrazione di una vera e propria caccia alle streghe». Roberto Lala, presidente dell’ Ordine dei medici di Roma, ricorda che «il malcontento della categoria era già ai massimi livelli a seguito del decreto sull’ appropriatezza delle prescrizioni. Ora questa nuova prospettata aggiunta di sanzioni è capace di far saltare il coperchio a una pentola in ebollizione da troppo tempo». Stessa reazione del Codacons che va oltre e si dice «pronto ad una raffica di denunce con tro le vaccinazioni di massa« «Vaccinarsi è utile e sicuro» ribadisce il presidente della Società Italiana di Igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Sitl), Carlo Signorelli, non solo «per il singolo individuo, ma anche per tutta la collettivita» soprattutto in relazione alla diminuzione consistente delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate, «che sono scese sotto il 95% e dunque adesso sono sotto la soglia di allarme». Intanto nelle circa ottanta pagine della bozza del Piano nazionale vaccinazioni è trac ciata la strategia per risalire la china di un calo che preoccupa le autorità sanitarie del Paese: mantenere lo stato polio -free, raggiungere lo stato morbillo -free e rosolia -free, garantire l’ offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni nelle fasce d’ età e popolazioni a rischio. Il documento sottolinea, inoltre, l’ importanza di dare risposte e proporre soluzioni «per l’ innovazione tecnologica, per lo sviluppo di nuovi vaccini, per la possibilità di combinare antigeni in maniera diversa e migliore dell’ attuale», con un costo che ammonterebbe a circa 620milioni di euro. E sempre il Piano evidenzia i risparmi che derivano da una vaccinazione massiva e l’ aumento in termini di Pil derivante dalla promozione di buone pratiche nella salute e dalla prevenzione delle malattie. «Non vaccinare contro una malattia prevenibile – si legge nella bozza – se da un lato determina un risparmio, limitato, di risorse legate all’ acquisto e alla somministrazione dei vaccini, dall’ altro rappresenta, invece, un costo spesso assai più rilevante, tanto in termini di salute (qualità della vita) che economici (costi diretti e costi indiretti)».

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