30 Novembre 2014

Vaccinazioni, nessun blocco in città

Vaccinazioni, nessun blocco in città

Sono aumentate in Italia le segnalazioni di decessi «sospetti», avvenuti in seguito alla somministrazione del vaccino antinfluenzale, ora non più solo il Fluad ma anche l’ Agrippal, sempre della Novartis. Sarebbero ormai una decina i presunti casi, avvenuti fra Sicilia, Puglia, Molise, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia. Ma il Veneto, al momento, pare estraneo a ciò che il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha definito «un vero e proprio caos», fra il dilagare del panico e le affermazioni dell’ Agenzia del farmaco (Aifa) e dell’ Agenzia europea per i medicinali (Ema), entrambe a ribadire che «non c’ è finora alcuna evidenza a suggerire un nesso di causalità tra il vaccino e gli eventi avversi». Questa è anche la convinzione dei medici e dei farmacisti veneti e veronesi. Con la differenza che, da noi, le rassicurazioni degli esperti sono ancora confortate dall’ assenza di morti sospette. Ieri, nelle case di riposo cittadine, dove gran parte degli ospiti viene vaccinata contro l’ influenza all’ inizio dell’ autunno, tutto risultava nella norma. Non ha rilevato casi sospetti il gruppo di medici di base dell’ Ulss 20 incaricati di seguire i 550 pazienti dell’ Istituto assistenza anziani (Iaa) – suddivisi fra Villa Monga, Loro, Santa Caterina, Don Carlo Steeb, le case-albergo di Ca’ di David e via Taormina, Marzana, Grezzana – e di altre strutture per la terza età. Il presidente dello Iaa, Anna Maria Leone, spiega: «Come ogni anno, abbiamo iniziato la campagna antinfluenzale fra i nostri assistiti nei primi giorni di novembre con le dosi di vaccino forniteci dall’ Ulss 20. Ogni medico di base segue un certo numero di nostri assistiti, e di ciascuno conosce la storia clinica e le condizioni fisiche, agendo di conseguenza. Tutto si è svolto regolarmente, senza problemi. Io stessa mi sono vaccinata perché lo ritengo un atto utile e responsabile». Silvano Marinelli è fra i medici di medicina generale che (da 23 anni) ha in carico una cinquantina di ospiti dello Iaa, oltre ai suoi 1.500 pazienti ordinari, di cui circa la metà ha più di 65 anni. «Quest’ anno, finora, ho vaccinato circa 450 persone. Sono vaccinato io stesso. Qualcuno fra i miei pazienti nei giorni scorsi mi ha chiamato un po’ allarmato dalle notizie sui decessi “sospetti”, ma l’ ho subito tranquillizzato», spiega. «Il vaccino antinfluenzale che utilizzo, dietro fornitura dell’ Ulss 20, è di due tipi», precisa. «Il Vaxigrip e l’ Intanza, quest’ ultimo sfruttato in particolare nelle case di riposo perché necessita di un ago molto piccolo, adatto per le persone con una massa muscolare ormai ridotta. Entrambi sono vaccini della casa farmaceutica Sanofi Pasteur». «Trovo che la diffusione di notizie allarmanti sia quanto mai deleteria, perché priva dei riscontri che potrebbe fornire solo l’ autopsia», commenta il medico di medicina generale Giovanni Battista Bonato, anch’ egli attivo allo Iaa. «Sono molto scettico riguardo alla relazione con i vaccini sia delle morti avvenute subito dopo la somministrazione sia, soprattutto, di quelle registrate alcuni giorni dopo l’ iniezione. Il Ministero della Salute fa comunque bene, per scrupolo, a bloccare i lotti sospettati per tranquillizzare l’ opinione pubblica». «Quest’ anno ho vaccinato una settantina di ospiti delle case di riposo, più altre duecento persone in ambulatorio. Un’ altra ottantina è in lista e da nessuno ho ricevuto una disdetta. Nemmeno gli altri medici, miei colleghi, hanno segnalato problematiche».L.Co.
 
 

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