25 Ottobre 2018

Vaccinazioni, intesa con l’ Usl per dare compensi ai pediatri

l’ accordo riguarda sia le somministrazioni obbligatorie sia le facoltative il direttore generale: “si utilizzano 58 mila euro risparmiati nel tempo”
Più soldi ai pediatri che vaccinano i bambini. Questo in sintesi ciò che è previsto dall’ accordo di programma siglato tra l’ Azienda Sanitaria della Valle d’ Aosta e i pediatri specialisti di libera scelta (i pediatri di famiglia). Nell’ accordo di programma, firmato anche dal direttore generale dell’ Usl, Pier Eugenio Nebiolo, e dai sindacati sono previsti gli importi: Diciotto euro più 60 euro a seduta, per un totale di 78 euro nel caso di una vaccinazione. Nel caso di tre somministrazioni all’ ora la somma arriva a 168 euro per due ore di seduta. Finora a occuparsi delle vaccinazioni obbligatorie è stato il dipartimento di igiene e sanità pubblica. In seguito a questo accordo, però, sia per i vaccini obbligatori sia per quelli facoltativi, ci si potrà rivolgere anche ai pediatri «di famiglia». Il motivo a monte di questo accordo, come si legge nell’ accordo siglato, è: «L’ importanza del coinvolgimento dei pediatri di libera scelta per quanto riguarda l’ offerta vaccinale, l’ importanza del ruolo dei pediatri di libera scelta nella promozione delle vaccinazioni e l’ importanza di fiducia che lega medico, paziente e famigliari». L’ obiettivo è promuovere la diffusione vaccinale. Quindi è possibile pensare a un’ equazione più vaccini e più guadagni? Per il direttore generale dell’ Usl Valle d’ Aosta, Pier Eugenio Nebiolo non è così: «L’ Usl Valle d’ Aosta non spende soldi in più per questo ulteriore servizio che i pediatri offrono ai loro assistiti, anzi sono soldi accantonati negli anni per un risparmio che i pediatri stessi hanno realizzato sui servizi erogati». La cifra «risparmiata» è di 58 mila 320 euro: «Quell’ accantonamento – dice ancora Nebiolo – verrà quindi utilizzato per questo tipo di attività. I pediatri non percepiranno soldi in più dall’ Usl per le vaccinazioni». Non tutti i pediatri hanno aderito al progetto e nell’ accordo di programma si precisa che «ai pediatri specialisti che non hanno aderito al presente progetto sperimentale non spetta alcun compenso». C’ è un motivo particolare per cui alcuni pediatri hanno detto no a questo accordo? Risponde Nebiolo: «L’ adesione è volontaria. Anche perché chi accetta sa già che questo implicherebbe un aumento del lavoro». L’ accordo durerà fino al 31 dicembre 2019. A livello nazionale c’ è già stato un caso simile. Nel 2014 la Regione Toscana aveva siglato un accordo con i pediatri per aumentare la copertura vaccinale tra i propri assistiti. Il Codacons della Toscana aveva presentato un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura per verificare eventuali usi impropri dei soldi pubblici derivanti da quel tipo di accordo, parlando di «un accordo che riconosce sostanziosi premi in denaro ai pediatri». Una vicenda che è tuttora in corso. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
sonia marchese

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